In questo episodio di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra Simonpaolo Buongiardino per un viaggio nella scherma vissuta per decenni: l’ingresso da bambino, l’attrazione per un ambiente “cavalleresco” che educa al rispetto, la pratica costante conciliata con studio, lavoro e famiglia. Dal racconto emergono i maestri, la vita di palestra, le vittorie e – soprattutto – l’idea che ogni assalto sia un problema da risolvere, in cui la tecnica conta quanto carattere, gestione dell’emozione e relazione con l’avversario.
Il cuore sportivo dell’intervista è la stagione “master”: Buongiardino rievoca la prima edizione dei Mondiali Veterani/Master FIE a Città del Capo (1997), quando nella spada Over 50 conquistò il titolo al termine di un girone unico massacrante e di due assalti decisivi (semifinale e finale). È il punto di arrivo di un modo di tirare aggressivo e imprevedibile, e l’inizio di un ruolo nuovo: alimentare un movimento che permetta di continuare a fare scherma oltre l’età “di punta”.
Da qui la parte dirigenziale: la gestione di società schermistiche, il lavoro sull’equilibrio economico, il rapporto (non sempre semplice) con i maestri e con i genitori, fino alla spinta a strutturare il movimento master dentro la Federazione, per dare continuità all’attività dopo i 20-30 anni “d’eccellenza”. Buongiardino collega poi sport e impresa (la sua lunga esperienza associativa a Milano), riflette su riforma, costi, carenza di impianti dedicati in città e sul ruolo della tecnologia (arbitraggio, replay, didattica) come alleata, non sostituto della relazione umana. Un ritratto lucido di come la scherma possa formare persone, oltre che atleti.