Oggi in Cristo

Gesù e quelle strane profezie


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(Testo di riferimento: Matteo 2,13-23 -  La Bibbia)



Dopo che furono partiti, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dico; perché Erode sta per cercare il bambino per farlo morire». Egli dunque si alzò, prese di notte il bambino e sua madre, e si ritirò in Egitto.   (Matteo 2:13-14)



L'avevamo anticipato nello scorso episodio. Altro che andare ad adorare il bambino come aveva detto! Erode voleva farlo fuori. Non c'era spazio per due re dei Giudei. Ma perché il Signore volle che Giuseppe e la sua famiglia andassero proprio in Egitto? Questo ci ricorda qualcosa?



Giuseppe aveva ubbidito all'angelo del Signore e aveva portato Maria e il piccolo Gesù in Egitto. Ovviamente, siccome Erode non avrebbe desistito dal suo intento di uccidere Gesù, dovettero aspettare la sua morte prima di rientrare in Israele.



Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: «Fuori d'Egitto chiamai mio figlio».(Matteo 2,15)



Non notate niente di strano? Si è adempiuta un'altra profezia. Ma di quale profezia sta parlando Matteo? Esiste nell'antico testamento una profezia simile?



Quando andiamo a leggere il brano di Osea 11:1 da cui proviene la citazione di Matteo leggiamo così: "Quando Israele era fanciullo, io lo amai e chiamai mio figlio fuori d'Egitto". Risulta evidente che Osea non sta facendo una profezia futura sul Messia ma sta parlando del popolo di Israele che il Signore aveva liberato dalla schiavitù in Egitto.



Allora Matteo ha preso un abbaglio? Assolutamente no. Matteo fa un uso delle scritture che si ritrova diverse volte nel nuovo testamento ed è un uso legittimo. Per gli Ebrei infatti era comune commentare le scritture dell'antico testamento mettendone in evidenza non solo l'adempimento storico letterale ma anche eventuali tipologie. Essi sapevano che la loro storia illustrava il modo di agire di Dio e sapevano che se Dio aveva agito in un certo modo nel passato, era lecito aspettarsi che agisse in modo analogo in futuro. Si può dire quindi che tutta la storia in un certo senso è profezia.



Non abbiamo qui una profezia diretta di ciò che sarebbe accaduto al Messia ma abbiamo il modo in cui Dio si è comportato con suo Figlio Israele come tipo di ciò che sarebbe accaduto al Figlio di Dio Gesù.



L'analogia è calzante. L'Egitto era stato il luogo in cui la famiglia di Giacobbe si era rifugiata per scampare alla carestia. In Egitto la famiglia di Giacobbe nel giro di poche centinaia di anni crebbe fino a diventare un popolo numeroso. Si può dire che l'Egitto è stato l'incubatrice del bambino Israele, il luogo dove Dio ha permesso che il popolo crescesse in pace...



Poi le cose in Egitto cambiarono e Israele, ormai diventato un popolo numeroso, venne trattato da schiavo da parte degli Egiziani. A quel punto il Signore fece proprio quello di cui parlò Osea, cioè portò suo figlio Israele fuori dall'Egitto per riportarlo nel paese di Canaan.



Gesù è il Messia d'Israele, il Figlio di Dio che rappresenta tutto il popolo davanti a Dio. Matteo, ispirato dal Signore, coglie bene l'analogia tra Gesù come Figlio di Dio e il Figlio-popolo. Ancora una volta il Figlio di Dio viene portato in Egitto, questa volta non per scampare ad una carestia ma per scampare alla follia omicida di Erode. Ancora una volta in Egitto il bambino cresce al sicuro fino al momento in cui viene il tempo di tornare in Israele. Ciò che era accaduto, si ripete di nuovo, confermando il modo di agire di Dio che protegge Suo Figlio Gesù così come aveva protetto suo Figlio Israele.
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana