Gesù è spesso considerato il Figlio di Dio e il salvatore dell’umanità, ma se la sua storia si intrecciasse con un’antica narrazione extraterrestre? Questo video esplora l’affascinante possibilità che le origini divine di Gesù possano essere collegate agli Anunnaki, divinità menzionate nei miti sumerici e babilonesi. Tradizionalmente, i Vangeli descrivono la concezione miracolosa di Gesù per opera dello Spirito Santo, enfatizzando il suo ruolo divino nella salvezza dell’umanità. Tuttavia, antiche tavolette mesopotamiche raccontano una storia della creazione differente, in cui gli dei Anunnaki crearono l’umanità attraverso tecniche avanzate — forse tramite ingegneria genetica. Questi antichi testi sollevano una domanda: la nascita e la missione di Gesù sulla Terra potrebbero riflettere un intervento degli Anunnaki?
La storia della concezione di Gesù da parte di Maria, guidata dallo Spirito Santo e descritta come divina, trova uno strano parallelo nei miti mesopotamici della creazione. Gli Anunnaki, considerati creatori dell’umanità nella tradizione sumera, usavano metodi avanzati per modellare l’uomo. Questo video propone che il “potere dell’Altissimo” che avrebbe avvolto Maria possa essere interpretato come una forma di manipolazione genetica, simile alle tecniche degli Anunnaki — collegando così Gesù a un’origine ultraterrena. Tali teorie sfidano le visioni tradizionali, suggerendo che Gesù potrebbe essere stato un ibrido Anunnaki, creato tramite un incrocio tra lignaggio divino e terreno. Il termine “Altissimo” nei testi biblici, tradotto dall’ebraico e dal greco, potrebbe riferirsi a un titolo affine all’Anunnaki “El Elyon”, suggerendo un’autorità suprema tra queste divinità antiche.
Il video approfondisce anche il confronto simbolico tra Gesù e la divinità Anunnaki Enki. Enki, noto per la sua compassione e la protezione dell’umanità, si oppose al fratello Enlil, che tentò di distruggere l’umanità con un grande diluvio. I Vangeli ritraggono Gesù come una figura di misericordia, amore e salvezza — qualità che rispecchiano il ruolo di Enki nei miti mesopotamici, più che i giudizi severi di Enlil. Questa reinterpretazione presenta Gesù come incarnazione delle qualità compassionevoli di Enki, sollevando domande sull’influenza Anunnaki nei suoi insegnamenti. Il titolo “Figlio di Dio” potrebbe così indicare non solo una missione divina, ma anche un legame con una stirpe cosmica antica.
Il video esamina inoltre il mito di Inanna-Ishtar, un’antica dea che attraversò la morte e la resurrezione — richiamando i temi centrali di sacrificio e rinascita della storia di Gesù. Il viaggio di Inanna nel mondo sotterraneo e il suo ritorno dopo tre giorni offrono sorprendenti parallelismi con la resurrezione di Gesù, suggerendo che questo motivo mitologico abbia radici antiche. Testi mesopotamici come l’Epopea di Gilgamesh e la Discesa di Inanna contengono riferimenti precoci all’aldilà, all’intervento divino e a ruoli messianici — concetti che sarebbero stati poi rispecchiati nei racconti religiosi. Questo contesto mitologico fornisce un’ulteriore chiave di lettura per comprendere la narrazione di Gesù, collegando la sua resurrezione e missione divina ad archetipi preesistenti.
I testi antichi rivelano inoltre il coinvolgimento degli Anunnaki nella formazione dell’umanità, offrendo una nuova prospettiva sulla storia biblica della creazione. Nei racconti sumeri, gli Anunnaki — descritti come divinità “scesi dai cieli” — avrebbero mescolato il proprio sangue con l’argilla terrestre per creare l’essere umano. Questa narrazione introduce la possibilità che Gesù, come “Secondo Adamo”, rappresenti un nuovo tipo di ibrido divino — un essere concepito con un’essenza sia umana che extraterrestre, riflesso della creazione originaria operata dagli Anunnaki. La genealogia di Gesù, che risale ad Adamo, rafforza ulteriormente l’idea che la sua discendenza fosse significativa non solo spiritualmente, ma anche geneticamente — parte di un piano più am...
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