Oggi in Cristo

Gesù fa le cose per bene!


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(Testo di riferimento: Matteo 3,13-4:11 -  La Bibbia)



 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». (Matteo 3,13-14)



Giovanni battezzava le persone con un'immersione in acqua che rappresentava la purificazione dei loro peccati in seguito al loro ravvedimento. Che bisogno aveva allora Gesù di farsi battezzare da Giovanni? Aveva qualcosa da farsi perdonare? Aveva qualcosa di cui ravvedersi?



In questo sesto episodio della serie sul vangelo di Matteo prendiamo confidenza con un concetto molto importante per comprendere Gesù, ovvero l'identificazione di Gesù con il suo popolo, il Messia come rappresentante del suo popolo.



Gesù non aveva peccato e quindi non aveva bisogno di ravvedersi e di essere battezzato da Giovanni. Inoltre Gesù era il Messia, Colui in vista del quale Giovanni stava battezzando. Giovanni sapeva quindi di trovarsi davanti qualcuno più grande di Lui.



Giovanni sapeva che lui stesso e le persone che aveva battezzato avevano bisogno di andare da Gesù per sperimentare, attraverso lo Spirito Santo, un'unione con Dio ancora più profonda in vista del regno di Dio. D'altra parte Gesù era il Messia, era il Re di quel Regno dei cieli di cui Giovanni parlava.



Tuttavia, Gesù rispose in modo molto chiaro all'obiezione di Giovanni, al punto che quest'ultimo dovette acconsentire al suo battesimo:



Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.  (Matteo 3,15)



"Dobbiamo fare in questo modo per adempiere ogni giustizia". Ovvero, parafrasando le parole di Gesù:"caro Giovanni dobbiamo fare le cose per bene, nel modo giusto."



Perché Gesù considerava giusto farsi battezzare? Perché lo considerava parte integrante della sua missione? Benché nella sua divinità Gesù fosse senza peccato, nella sua perfetta umanità il Messia doveva identificarsi pienamente con il suo popolo perché il Re è il rappresentante di tutto il popolo davanti a Dio. A pensarci bene, questo gesto prefigurava quell'identificazione completa di Gesù con il suo popolo che raggiungerà il suo culmine sulla croce, quando egli porterà davanti a Dio i peccati del popolo. Quel battesimo era quindi un gesto molto significativo che venne sottolineato dagli eventi che lo accompagnarono:



Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». (Matteo 3,15-16)



"Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". Ogni Israelita sapeva che, secondo quanto descritto nell'antico testamento, Dio considerava il popolo di Israele come suo figlio (vedi Es 4:22-23). Infatti Israele non era una nazione come le altre ma era una nazione che Dio stesso aveva creato a partire dalla famiglia di Abraamo, Isacco e poi Giacobbe ai quali aveva fatto delle promesse precise. Dio aveva fatto crescere quella famiglia in Egitto facendola diventare una nazione e poi l'aveva liberata dalla schiavitù per condurla nella terra che aveva promesso ai loro padri.



Ma qui la voce dal cielo si riferisce al "Figlio di Dio" come una persona specifica, Gesù, confermandolo quindi come Messia rappresentante del popolo. Ma, considerando la natura divina di Gesù fin dalla sua nascita, noi sappiamo che quell'espressione "Figlio di Dio" indicava qualcosa di ancora più profondo che le persone non erano ancora pronte a compre...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana