(Testo di riferimento: Matteo 4,12-25 - La Bibbia)
Gesù, udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali, affinché si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia:«Il paese di Zabulon e il paese di Neftali,sulla via del mare, di là dal Giordano,la Galilea dei pagani,il popolo che stava nelle tenebre,ha visto una gran luce;su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morteuna luce si è levata». (Matteo 4,12-16)
Dopo tanti anni passati a Nazaret, Gesù si spostò a Capernaum. Lo fece solo per adempiere la strana profezia di Isaia o ci sono altri motivi?
Giovanni era stato arrestato. Colui che aveva preparato il popolo a incontrare il Messia era stato in qualche modo neutralizzato dalle autorità. Gesù aveva già cominciato il suo ministero pubblico e per qualche tempo, come apprendiamo dagli altri vangeli, Gesù e Giovanni avevano predicato in parallelo, ma ora si entrava in una fase nuova della missione di Gesù. Era necessario che Gesù raccogliesse il testimone di Giovanni continuando l'opera cominciata dal suo precursore.
Come prima azione in questa nuova fase, Gesù cambiò sede operativa. Si spostò da Nazaret a Cafarnao (Capernaum). Perché lo fece?
Matteo, come abbiamo visto anche in precedenza, non perde l'occasione di sottolineare qualche riferimento profetico che in qualche modo trovava adempimento. In effetti, il brano citato da Matteo è Isaia 8:23-9:1 che si trova in una sezione di Isaia con evidenti riferimenti al Messia, in particolare nel famoso brano di Isaia 9:5-6 in cui si parla di questo Re straordinario che avrebbe dato stabilità al trono di Davide e al suo regno. Il trasferimento di Gesù il Messia da Nazaret a Capernaum, proprio ai confini tra Zabulon e Neftali di cui parlava Isaia, può in effetti essere considerato l'arrivo della luce tra le tenebre coerentemente con quella profezia.
Ma le scelte di Gesù non erano fatte solo per adempiere profezie, ma perché avevano senso. Se si prende una cartina della zona, ci si rende conto che Gesù ha scelto una città sul mare che gli avrebbe permesso, insieme ai suoi discepoli, di raggiungere parecchie città in barca con una certa facilità. Anche via terra Capernaum era in una posizione più strategica, ben collegata, che permetteva di raggiungere un numero più elevato di persone. La capitale Gerusalemme era piuttosto lontana e questo, come vedremo, permise a Gesù di agire con più libertà, lontano dagli occhi della classe dirigente giudaica che gli sarà sempre ostile. Gesù si recava a Gerusalemme soprattutto nelle feste, perché essendoci molte persone, avrebbe potuto insegnare senza dare troppo nell'occhio e con il favore della folla, fino al momento giusto, fino al momento in cui la sua ora fosse venuta. Ciò nonostante, come vedremo finì ben presto nel mirino di farisei e sadducei.
Insomma Capernaum fu una scelta strategica che permise a Gesù di essere conosciuto da molte persone per parecchio tempo, prima di consegnarsi spontaneamente alle autorità di Gerusalemme, prima che venisse la sua ora, come lui stesso usava dire. Fu una strategia che preparò il terreno al lavoro dei suoi discepoli dopo la sua morte e la sua risurrezione. Infatti nel libro degli Atti si nota che fin dalla prima predicazione di Pietro tante persone avevano un cuore pronto a ricevere il messaggio.
Cosa predicava Gesù?
Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». (Matteo 4,17)
Sostanzialmente Gesù predicava lo stesso messaggio di Giovanni Battista. Questo non ci sorprende.