God Save The Wine

Girasasso - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)


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Durante lo scasso dei terreni per impiantare i vigneti, rimanemmo colpiti dalla quantità e dalla qualità dei sassi che emergevano. Alcuni erano così grandi che dovemmo girarli più volte per riuscire a spostarli.” Da questo gesto ripetuto, quasi per gioco, nasce il nome Girasasso: un nome che evoca la forza e la tenacia della terra maremmana. La tenuta si trova di fronte al castello della Pia de’ Tolomei, che Dante ricorda nel Quinto Canto del Purgatorio: 18 ettari totali di cui 8 a vigneto, certificati biologici da “Suolo e Salute”.

Vermentino, Viognier e Ciliegiolo crescono su terreni sassosi e minerali, dando vita a vini dalla gradazione contenuta, acidità distintiva e grande bevibilità. La filosofia è chiara: equilibrio tra maturazione e alcolicità, vini che rispondono alle esigenze della ristorazione moderna superando l’eccesso di alcol tipico degli anni ’90. Ogni vendemmia riflette l’autenticità artigianale: uve raccolte a mano, vinificazioni separate per clone e parcella, fermentazioni lente, affinamenti su feccia fine. Ma Girasasso non è solo vino. Sono gli unici in Maremma a coltivare more di rovo biologiche, più aglione della Val di Chiana e susine.

La tenuta è un ecosistema completo: cavalli, galline ornamentali, pavoni, pony, cani, tutti nutriti con prodotti dei campi biologici. E poi c’è il design: le etichette di Girasasso hanno vinto il Best Design Award 2024 a Vinitaly, un riconoscimento alla bellezza e all’eccellenza del lavoro. Vini con nomi ironici e letterari – Pecorella Briaca (Vermentino), La Volpe e l’Uva (Viognier), L’Orso Brillo (Ciliegiolo rosso), Il Gatto Ciucco (Ciliegiolo rosato) – che raccontano una Maremma diversa: costiera, fresca, giovane.

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