Oggi in Cristo

Giustificati per grazia!


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Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.
(Romani 3:21-26 - La Bibbia)
Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Se nessuno può reclamare la propria giustizia davanti a Dio per mezzo delle proprie opere, quale speranza può esserci per l'uomo?

Nella sezione precedente avevamo visto che il Giusto Giudice ha pronunciato una sentenza di colpevolezza per tutti gli esseri umani, ma grazie a Dio c'è una via d'uscita, c'è ancora una possibilità di essere assolti!

Tutti gli uomini sono peccatori e colpevoli, ma Paolo ha una buona notizia per tutti noi! Infatti Dio ha rivelato la sua giustizia, ovvero il modo in cui Lui stesso mette a posto le cose, risolvendo il problema del peccato per tutti gli uomini, indipendentemente dal fatto che hanno ricevuto la legge oppure no.

La soluzione di Dio non era una novità assoluta, bensì era il metodo che Dio stesso aveva rivelato già nella legge stessa e proclamato attraverso tutti i suoi profeti! Infatti leggendo l'antico testamento ci rendiamo conto del fatto che nessun Ebreo poteva pensare di restare in piedi di fronte al giudizio di Dio per mezzo delle proprie opere. C'era sempre stato un solo metodo per essere dichiarati giusti davanti a Dio, ovvero riconoscere il proprio peccato e cercare il perdono di Dio attraverso la sua grazia. La stessa legge prevedeva infatti dei sacrifici per il peccato che ricordavano agli Ebrei la loro condizione di peccato e il loro bisogno di essere graziati da Dio. Chiunque avesse offerto quei sacrifici in modo meccanico, come era accaduto nella storia di Israele, senza prestare attenzione a ciò che faceva, non poteva pensare di essere perdonato da Dio, come il Signore aveva denunciato attraverso i suoi profeti; ad esempio in Isaia 1:11 leggiamo: "«Che m'importa dei vostri numerosi sacrifici?», dice il SIGNORE; «io sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di bestie ingrassate; il sangue dei tori, degli agnelli e dei capri, io non lo gradisco»".

Ma Paolo vuole attirare la nostra attenzione sul fatto che la legge e i profeti puntavano anche ad un modo definitivo in cui Dio avrebbe manifestato la sua giustizia, attraverso un sacrificio definitivo per tutti gli uomini: Gesù stesso.

Se da una parte tutti hanno peccato e sono degni di condanna, dall'altra tutti possono essere giustificati gratuitamente per la grazia di Dio se credono in ciò che Gesù Cristo ha fatto per loro!

La condanna per il peccato è la morte e Dio ha dimostrato la sua giustizia applicando la sentenza di morte. Ma come nell'antico testamento venivano offerti animali che rappresentavano la vita di chi li offriva, così ora Dio aveva prestabilito che fosse offerto un sacrifico definitivo in cambio della vita di ogni essere umano.

Così come il sommo sacerdote entrava nel luogo santissimo nel tabernacolo una volta all'anno con il sangue delle vittime sacrificali,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana