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As Nolan intended, parlando di pellicole. Ma dai 70 millimetri ai 30 secondi, guardando gli ultimi spot pubblicitari, ci assale un dubbio: che differenza c'è tra il TOV di un brand e la firma di un'agenzia? Peregriniamo, come Ulisse, tra SiVola, Gibbo&Lori, Al.Ta, Micidial per trovare una risposta.
Megan Gale, sospesa tra spot iconici e testimonial secolari, ci pone il dilemma: dove finisce la strategia e dove inizia l'etica? Tra Omnitel/Vodafone e Iliad, c'è tanto da discutere. Ma la risposta è tutta un'altra storia - passata, anche se quella di Iliad non ci ha mai deliziati con spot indimenticabili.
Fiacchezza, eh. Che nonostante due eventi Formidabili, come Olimpiadi e Sanremo, febbraio non ci ha regalato l'effetto wow. Ma fuori dai grandi palchi - e grandi piste - troviamo un po' di figaggine con Why Run, Lilly, Scottex. E per Fortuna, questa in maiuscolo, la ciccia salta fuori.
Ascolta Grappino, il podcast di pe.pe agency con Federica Gianola.
Ascolta Grappino, la nuova stagione del podcast di chi non se la beve. La fuffa, ovvio - e nel marketing, ce n'è a bizzeffe.
Una produzione pe.pe agency, con Federica Gianola.
Purché se ne parli, certo. Un must in pubblicità, ma qual è lo scopo di una campagna? Dubbio amletico: far parlare di sé, coi lunghi credits dei creativi, o far parlare del brand? Efficacia o vanagloria? No, perché tra la macelleria truculenta di Kioene e lo sputo di ADMO, qualche dubbio ci viene. Ma in ogni caso, Lemonsoda ci mette tutti d’accordo: una campagna dritta al punto - che rischiara tutti gli equivoci.
Ascolta Grappino, il podcast di pe.pe agency con Federica Gianola.
Free the nipples? Macché, il reggiseno della retorica è sempre lì. Per forza, anche quando si parla di body positivity, il push-up di molti brand spinge per gonfiare le (proprie) taglie forti: Q1, Q2, Q3, Q4. Anche e soprattutto in estate. Di questo e molto altro parliamo nella nuova - caldissima - puntata di Grappino.
Wish list o waste list? Con TEMU cambia poco: mentre il carrello si riempie di cianfrusaglie low cost, le discariche si divorano 400 miliardi di dollari all'anno - dagli scarti del fast fashion. Crisi climatica? Più un’abbuffata, di consumatori onnivori. E allora serve un sorso, di Grappino, per digerire l’ingordigia con un nuovo episodio del nostro vodcast.
Gentili visitatori, lo zoo sta per chiudere. E ora che i Leoni tornano in gabbia, facciamo il punto su Cannes - perché quest'anno, a sorpresa, qualche brand ha ruggito come si deve. Specie sulla sostenibilità, dove il rischio di washing era in agguato. Ok, leviamoci la criniera, anche perché a Milano fa un caldo cane: ben venga un sorso di grappino - a 'sto giro, con ghiaccio.
Espresso? Va bene macchiato, à la Tommy Cash, basta non sia decaffeinato - che per sopravvivere all'Eurovision, anche quest'anno, c'è voluta energia. Tanta. D'altronde, parliamo di un evento che moltiplica per trenta i dati di ascolto di Sanremo - e pure le nostre sinapsi, sovraeccitate dalle performance luminose e sonore. Ma la gradazione, almeno quella, resta la solita: un sorso alla volta, ci gustiamo un bel grappino per metabolizzare questo N-eurovision.
Ti addormenti ghiblizzato, ti svegli incellofanato. Ma dal fumetto alla plastica, dai ciliegi nipponici alle industrie americane l'attore è sempre lui: ChatGPT, che col nuovo prompt #actionfigure è già diventato trend setter. Bene, mentre la FOMO ci comprime in migliaia di avatar plastificati, rallentiamo il passo e rispolveriamo una nostra campagna passata, ma sempre attuale, in questo nuovo sorso di Grappino, il podcast di chi non se la beve.
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