Oggi in Cristo

Ha senso un Messia che muore?


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(Testo di riferimento: Matteo 16,21-23 - La Bibbia)



Dopo la confessione di Pietro che aveva riconosciuto in Gesù il Messia, Gesù cominciò a parlare in modo franco con i discepoli circa la sua imminente morte e risurrezione. Ma per i discepoli le parole di Gesù erano incomprensibili perché, per loro, un Messia che viene ucciso non aveva alcun senso.



Ne parliamo in questo trentottesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo.



Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno.  (Matteo 16,21)



Dopo venti secoli di cristianesimo queste parole ci sembrano normali, ma per i discepoli di Gesù si trattava di una rivelazione scioccante.



Mai e poi mai nella tradizione ebraica qualcuno era arrivato ad ipotizzare un Messia che viene ucciso per poi risuscitare.



Molte idee circolavano tra le varie sette giudaiche circa la natura del Messia e sicuramente c'erano diverse scuole interpretative intorno alle profezie, ma l'idea che il Messia dovesse morire per poi risuscitare non era mai stata ipotizzata da nessuno.



Questo può sembrare strano a molti di noi perché siamo ormai abituati ad interpretare le profezie messianiche dell'antico testamento alla luce di ciò che Gesù ha detto e ha fatto. Oggi per noi è normale citare Isaia 53 come prova inconfutabile del fatto che il Messia dovesse morire per i peccati del popolo, ma non era così semplice per i Giudei. Infatti nell'antico testamento si trovano profezie che parlano del Messia in modo chiaro, ma anche profezie che a prima vista potrebbero far pensare ad altri personaggi.



Noi oggi parliamo di Gesù come Messia, come Re, come profeta, come Sommo sacerdote, alla luce della sua opera e del suo insegnamento, facendo confluire in un'unica persona testi che obiettivamente non erano così semplici da comprendere in quel modo prima che Gesù si fosse manifestato.



Tornando al testo di Isaia 53, è evidente che si parla di un servo sofferente che muore per i peccati del popolo, ma non è esplicitamente detto che si tratti del Messia. Questo noi lo comprendiamo a posteriori, alla luce della rivelazione di Gesù.



L'idea più chiara e più diffusa inerente il Messia era quella secondo cui si trattava di un discendente di Davide che avrebbe ristabilito il Regno di Israele riportandolo agli antichi fasti. Inoltre era diffusa l'idea secondo cui il Messia non sarebbe morto, infatti avrebbe stabilito un regno eterno.



Se osserviamo bene, questa fu proprio una delle obiezioni che la folla fece a Gesù quando, riferendosi alla propria morte sulla croce, si era riferito ad un Figlio dell'uomo che doveva essere innalzato. Essi risposero: «Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come mai dunque tu dici che il Figlio dell'uomo dev'essere innalzato? Chi è questo Figlio dell'uomo?» (Gv 12:34)



Se il Messia deve regnare per sempre, come può morire? Era un'osservazione logica, dobbiamo ammetterlo.



Nello scorso episodio abbiamo visto che Gesù aveva confermato le parole di Pietro che lo aveva riconosciuto come il Cristo, il figlio del Dio vivente. Ma ora, Gesù stesso, parlando di morte sembrava proprio contraddire quell'affermazione di Pietro. Possiamo quindi comprendere la reazione di Pietro:



Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: «Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai». (Matteo 16,22)



Mettiamoci nei panni del povero Pietro. Egli aveva appena riconosciuto Gesù come Messia e Gesù gli avev...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana