Nel regno ambiguo dei segni, anche il packaging diventa linguaggio. Così, quando Sidney Yeates mostrò la sua bottiglia a Oscar Quagliarini – bartender, naso e semiologo del gusto – quest’ultimo non esitò un secondo: accettò la sfida.
Nasce così, all’inizio del 2025, Holywater Gin: un distillato che non ha nulla a che vedere con la popstar americana, ma tutto con l’immaginario delle statuette mariane vendute nei santuari. Non è solo un gin, ma un’icona liquida, racchiusa in un contenitore che sembra più una miniatura sacra che una bottiglia. Cesellata con cura e strategia, è pensata per scuotere: fedeli o scettici, bartender o amanti del bere miscelato, nessuno resta indifferente