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In continuità con quella clinica per gli oftalmologi nata dallo studio Delphi, l’azienda oftalmica introduce una guida pratica dedicata ai professionisti della visione, che vuole sottolinearne la centralità nel controllo efficace dell’evoluzione miopica
Questo documento (nella foto, la copertina) evidenzia come l’ottico optometrista «svolga un ruolo chiave insieme al medico oculista, contribuendo a identificare tempestivamente i fattori di rischio e sensibilizzando le famiglie sul tema della progressione miopica: funge, inoltre, da ponte tra i genitori, l’oftalmologo ed eventualmente il pediatra, offrendo continuità comunicativa e coerenza nell'iter di gestione della miopia - afferma in una nota Anna Maria Nicolini, marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia - Si tratta dunque di una figura cardine nel percorso di controllo di questo difetto refrattivo: è colui che accompagna le famiglie nel tempo, interpreta i bisogni visivi dei bambini e dei ragazzi e traduce le scelte cliniche in soluzioni pratiche, comprensibili e realmente efficaci».
L’azienda pone l’attenzione su due scenari in cui il ruolo dell’ottico optometrista è determinante. «Il primo riguarda i giovani miopi ai quali l’oculista abbia prescritto una semplice monofocale o una generica lente a defocus: può quindi informare la famiglia e proporre la soluzione MiyoSmart con tecnologia D.I.M.S., supportata da oltre 100 evidenze scientifiche - spiega il comunicato - Il secondo è quello dei giovani a rischio: in presenza di elementi come familiarità, età o una ridotta riserva ipermetropica, può sensibilizzare i genitori e indirizzarli tempestivamente verso una valutazione oculistica, informando quando la soluzione MiyoSmart possa essere appropriata».
Accanto al ruolo educativo e relazionale c’è anche la responsabilità tecnica: questa guida offre perciò una indicazione per la selezione della montatura più adatta alle caratteristiche anatomiche dei giovani, per la corretta centratura delle lenti e per la verifica che l’ampiezza della zona di trattamento sia adeguata ai movimenti naturali dello sguardo. «Il professionista della visione, grazie alla propria competenza, accompagna il giovane miope nel tempo con controlli periodici di follow-up strutturati che partono dall’analisi dell’adattamento e del fitting e includono valutazioni sul cambio lenti e, quando disponibile, la misurazione della lunghezza assiale - precisa la nota - Il protocollo definisce un primo controllo dopo due settimane, per verificare comfort e adattamento, e successivi monitoraggi ogni sei mesi, con indicazione alla sostituzione delle lenti in caso di progressione pari o superiore a -0.50D o di crescita della lunghezza assiale uguale o superiore a 0,2 mm all’anno».
Il protocollo segue di pochi mesi la diffusione di quello clinico per la classe medica, realizzato da Hoya alla luce dello studio Delphi portato avanti nell’ultimo anno e mezzo con un centinaio di oftalmologi pediatrici italiani. «Il nostro obiettivo è creare un linguaggio comune e un percorso condiviso tra oculisti e ottici optometristi: solo con una collaborazione costante e strumenti chiari possiamo offrire alle famiglie un supporto efficace, tempestivo e basato sulle evidenze - conclude Nicolini - In tale contesto il professionista della visione, vicino al territorio e alle esigenze quotidiane di bambini e ragazzi, assume un ruolo ancora più strategico nella gestione della miopia».
A cura della redazione
By Fabiano EditoreIn continuità con quella clinica per gli oftalmologi nata dallo studio Delphi, l’azienda oftalmica introduce una guida pratica dedicata ai professionisti della visione, che vuole sottolinearne la centralità nel controllo efficace dell’evoluzione miopica
Questo documento (nella foto, la copertina) evidenzia come l’ottico optometrista «svolga un ruolo chiave insieme al medico oculista, contribuendo a identificare tempestivamente i fattori di rischio e sensibilizzando le famiglie sul tema della progressione miopica: funge, inoltre, da ponte tra i genitori, l’oftalmologo ed eventualmente il pediatra, offrendo continuità comunicativa e coerenza nell'iter di gestione della miopia - afferma in una nota Anna Maria Nicolini, marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia - Si tratta dunque di una figura cardine nel percorso di controllo di questo difetto refrattivo: è colui che accompagna le famiglie nel tempo, interpreta i bisogni visivi dei bambini e dei ragazzi e traduce le scelte cliniche in soluzioni pratiche, comprensibili e realmente efficaci».
L’azienda pone l’attenzione su due scenari in cui il ruolo dell’ottico optometrista è determinante. «Il primo riguarda i giovani miopi ai quali l’oculista abbia prescritto una semplice monofocale o una generica lente a defocus: può quindi informare la famiglia e proporre la soluzione MiyoSmart con tecnologia D.I.M.S., supportata da oltre 100 evidenze scientifiche - spiega il comunicato - Il secondo è quello dei giovani a rischio: in presenza di elementi come familiarità, età o una ridotta riserva ipermetropica, può sensibilizzare i genitori e indirizzarli tempestivamente verso una valutazione oculistica, informando quando la soluzione MiyoSmart possa essere appropriata».
Accanto al ruolo educativo e relazionale c’è anche la responsabilità tecnica: questa guida offre perciò una indicazione per la selezione della montatura più adatta alle caratteristiche anatomiche dei giovani, per la corretta centratura delle lenti e per la verifica che l’ampiezza della zona di trattamento sia adeguata ai movimenti naturali dello sguardo. «Il professionista della visione, grazie alla propria competenza, accompagna il giovane miope nel tempo con controlli periodici di follow-up strutturati che partono dall’analisi dell’adattamento e del fitting e includono valutazioni sul cambio lenti e, quando disponibile, la misurazione della lunghezza assiale - precisa la nota - Il protocollo definisce un primo controllo dopo due settimane, per verificare comfort e adattamento, e successivi monitoraggi ogni sei mesi, con indicazione alla sostituzione delle lenti in caso di progressione pari o superiore a -0.50D o di crescita della lunghezza assiale uguale o superiore a 0,2 mm all’anno».
Il protocollo segue di pochi mesi la diffusione di quello clinico per la classe medica, realizzato da Hoya alla luce dello studio Delphi portato avanti nell’ultimo anno e mezzo con un centinaio di oftalmologi pediatrici italiani. «Il nostro obiettivo è creare un linguaggio comune e un percorso condiviso tra oculisti e ottici optometristi: solo con una collaborazione costante e strumenti chiari possiamo offrire alle famiglie un supporto efficace, tempestivo e basato sulle evidenze - conclude Nicolini - In tale contesto il professionista della visione, vicino al territorio e alle esigenze quotidiane di bambini e ragazzi, assume un ruolo ancora più strategico nella gestione della miopia».
A cura della redazione