Presentato ufficialmente in un incontro a Milano il 21 settembre e promosso da Anfao Gruppo Lenti, è un’iniziativa di comunicazione multicanale pensata per colmare il divario informativo tra specialisti e cittadini e per favorire una collaborazione strutturata lungo tutta la filiera sui temi della vista
L’evento ha visto la partecipazione di figure chiave del settore, tra cui Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti, Teresio Avitabile, presidente di Siso, e Andrea Afragoli, presidente di Federottica: l’iniziativa si articola in otto episodi di videopodcast, condotti da Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24 specializzata in benessere e presente all’evento in qualità di conduttrice. Ciascuno ha una durata di circa trenta minuti, con l'obiettivo di tradurre concetti tecnici complessi in un linguaggio immediato, diretto e contemporaneo.
«La filosofia alla base di Open Vision è fare sistema, un mantra che ha guidato Anfao negli ultimi due anni e che ora si estende dal piano puramente b2b, già sperimentato con successo attraverso Eyevolution, a un approccio b2c capace di intercettare il consumatore finale, rendendolo protagonista e consapevole delle innovazioni tecnologiche che caratterizzano un mercato in cui l’80% del fatturato deriva da prodotti con meno di quattro anni di vita», ha spiegato Barberis alla platea di addetti ai lavori e alla stampa trade.
La narrazione del progetto si snoda attraverso un confronto costante tra l'oculista e l'ottico, due figure che, pur mantenendo ruoli distinti, devono imparare a dialogare in modo proattivo per garantire al paziente-cliente un servizio di qualità superiore, superando le barriere di una normativa, come il decreto del 1928, ormai considerata anacronistica e inadeguata alle sfide del presente. Durante l'evento è infatti emersa con determinazione la necessità di scardinare vecchie posizioni corporative, «riconoscendo all'ottico il ruolo di front office territoriale - come ha sottolineato Afragoli - capace di intercettare bisogni e indirizzare correttamente verso la visita oftalmologica», e all'oculista «quello di specialista diagnostico, fondamentale per la prevenzione di patologie silenti che un semplice esame refrattivo non può rilevare», ha ricordato Avitabile.
Il formato scelto, quello del videopodcast, non è casuale ma risponde alla volontà di utilizzare i codici comunicativi delle nuove generazioni, ingaggiando anche i futuri presbiti e trasformando il centro ottico in un vero e proprio presidio di cultura visiva. La strategia di diffusione, curata dal gruppo SG Company, prevede un piano media integrato che include Radio 24, 24 Ore Podcast, Spotify di Anfao, YouTube e una campagna di advertising mirata, supportata dal coinvolgimento di creator che fungeranno da amplificatori del messaggio, rendendo i contenuti virali e pervasivi.
Il calendario delle uscite, con una cadenza quindicinale a partire dal 24 settembre, accompagnerà il pubblico fino al 14 gennaio, in prossimità di Mido 2027, coprendo temi fondamentali come la tecnologia delle lenti, la miopia, l'invecchiamento visivo e l'importanza della prevenzione come costo sociale da abbattere. Il primo appuntamento “Vedere bene non basta” partirà da una domanda apparentemente semplice: che cosa significa davvero vedere bene? A confrontarsi sul tema saranno l’oftalmologo Massimiliano Serafino e l’ottico Matteo Proto, in una conversazione guidata da Carbone (nella foto, da sinistra: Andrea Afragoli, Massimo Barberis, Teresio Avitabile e Nicoletta Carbone, in occasione dell'evento).
Francesca Tirozzi