È l’auspicio emerso dalla tavola rotonda interdisciplinare svoltasi l’8 marzo a Bologna, all’interno della ventisettesima edizione del Congresso Zaccagnini
È il momento di passare dalle parole ai fatti per quanto riguarda il dialogo che ormai da qualche anno va avanti tra classe medica e area ottico optometrica: così Teresio Avitabile, presidente di Siso, ha fotografato l’attuale situazione all’interno dell’evento bolognese, che si è concluso il 9 marzo. «Risulta sempre più necessaria un’associazione unica e forte di oculisti, che possa coordinare anche le altre realtà che ruotano intorno al mondo oftalmologico, dall’industria, di strumentazione, farmaci, lenti intraoculari, oftalmiche o a contatto, agli ortottisti e agli ottici optometristi», ha detto il presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, intervenuto alla tavola rotonda (nella foto) insieme a Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti, Andrea Afragoli, numero uno di Federottica, Gabriele Civiero, alla guida di Sopti, Mauro Frisani e Silvio Maffioletti, esponenti dell’area ottico optometrica, Luigi Fontana e Danilo Mazzacane, in ulteriore rappresentanza di quella medica.
Rispondendo a una riflessione di Anto Rossetti, responsabile del Comitato Scientifico dello Zaccagnini e moderatore della tavola rotonda, sulle ampie competenze introdotte dal decreto interministeriale del 2018 per il corso di ottica, Afragoli ha ricordato che occorre arrivare a superare la contraddittorietà tra tali competenze e quella che è «la realtà di tutti i giorni e delle leggi che regolamentano la professione, oggi ancora frammentata tra la giurisprudenza e un Regio Decreto, quello del 1928, che tra poco compie un secolo», ha detto il presidente di Federottica, auspicando che la questione venga risolta tra i soggetti della filiera, senza attendere la politica. «E in un secolo non è cambiato soltanto il mondo, è cambiato l’universo», ha aggiunto Avitabile.
Quello che tuttavia sta rapidamente mutando in Italia è soprattutto il mercato. I dati Gfk-Anfao, già presentati all’ultimo Forum Presbiopia e ora aggiornati a gennaio-ottobre 2025, confermano la tendenza a una forbice sempre più evidente tra canale ottico indipendente, che regge a valore ma fatica sui volumi, progressive comprese, e le catene, che attirano sempre più consumatori ma senza elevare il valore medio del prodotto, come ha ricordato Barberis. E questo si colloca in un contesto in cui, secondo i dati Istat presentati da Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto Zaccagnini, quasi un quarto degli italiani rinuncia a curarsi e il 27% non ha mai fatto una visita oculistica, mentre all’interno della spesa sanitaria degli italiani cresce l’incidenza sia di controlli e visite realizzate attraverso assicurazioni private sia dell’attività di enti senza scopo di lucro a tutela dei più fragili. «Alla luce di tale scenario bisogna passare dall’ottica di prodotto a quella di servizio, puntando soprattutto sul multiequipaggiamento e sul miglioramento del tasso di rotazione dell’occhiale da vista», ha sottolineato Righetti.