Con una più ampia rappresentanza di ottici da diversi territori del centro sud rispetto al passato, la manifestazione ha chiuso i battenti il 14 settembre con oltre 1.000 presenze nei tre giorni: particolarmente significativa la crescita della componente internazionale, più che raddoppiata rispetto allo scorso anno, che raggiunge così circa l'8% dei visitatori complessivi
L’affluenza complessiva di DaTE 2026 (nella foto) è stata leggermente superiore all’edizione di Riccione. «Mille operatori unici, oltre 1.080 presenze nei tre giorni e una partecipazione internazionale più che raddoppiata rispetto al 2025», dichiara una nota degli organizzatori dell'evento dedicato all'eyewear contemporaneo e di ricerca che, dal 12 al 14 settembre, ha trasformato il Salone Margherita di Napoli in un punto di incontro per professionisti, produttori, designer e operatori del settore. Particolarmente significativa la crescita della componente internazionale. «Sono stati 77 gli operatori esteri, più del doppio in confronto allo scorso anno, provenienti da 18 paesi - prosegue il comunicato - La quota internazionale raggiunge così circa l'8% dei visitatori complessivi, rispetto al 3% dell'edizione precedente». A rafforzare questo aspetto nell’edizione 2026 è stata anche la presenza di una delegazione di circa 20 buyer europei, arrivati a Napoli grazie alla collaborazione con Agenzia Ice, che ha contribuito a creare ulteriori occasioni di incontro per i brand presenti.
L'edizione 2026 conferma anche il valore della scelta itinerante di DaTE. «Napoli ha permesso di ampliare sensibilmente il bacino di partecipazione nel Centro-Sud, coinvolgendo professionisti e punti vendita provenienti da territori che nelle precedenti edizioni erano meno rappresentati, senza rinunciare a una presenza diffusa da tutta Italia», precisa la nota, evidenziando come ciò denoti un equilibrio tra apertura a nuovi territori e partecipazione nazionale che rappresenta uno degli elementi più significativi dell’edizione napoletana.
«Il valore aggiunto della manifestazione è consentire ai professionisti di prendersi del tempo - commenta nel comunicato Davide Degl’Incerti Tocci, presidente di DaTE - Tempo per guardare con attenzione, per conoscere e raccontare un prodotto, ma soprattutto per incontrarsi. DaTE non è una fiera nel senso tradizionale del termine: è un evento, e questa differenza per noi è fondamentale. Qui ci sono tante occasioni per produttori e professionisti di fermarsi, chiacchierare, scambiare idee, opinioni, esperienze. È un vero e proprio punto di incontro per una comunità che ha bisogno di conoscersi e confrontarsi. L’idea di rendere DaTE itinerante nasce proprio da questa esigenza: portare l’evento in luoghi diversi per continuare a far incontrare i professionisti, creando ogni volta nuove connessioni e contaminazioni».
E rispetto alla decisione di portare DaTE al Paladozza di Bologna l’anno prossimo, Degl’Incerti Tocci aggiunge nella nota che «come lo sport, anche l’eyewear è un gioco di squadra: ognuno ha il proprio ruolo e, quando tutti gli elementi giocano bene, si vince. Per questo abbiamo scelto il Paladozza, un luogo che ha visto in azione grandi campioni e che porta con sé un’energia speciale».
La scelta di Bologna e del Paladozza risponde però anche a esigenze molto concrete, precisano gli organizzatori. «È una location centrale, facilmente raggiungibile e ben servita, con spazi adeguati e versatili, ideali per accogliere la formula di DaTE e il suo modo informale e contemporaneo di mettere in relazione aziende e professionisti», conclude il comunicato
A cura della redazione