Oggi parliamo dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 6 “Garantire acqua e servizi igienico-sanitari a tutti” e affrontiamo l’aspetto forse meno conosciuto del water grabbing, o “accaparramento dell’acqua. L’acqua può divenire infatti uno strumento di controllo o “un’arma” sfruttata quando c’è un conflitto politico, specie in presenza di governi autoritari.
Il water grabbing riguarda molti paesi: Cile, Indonesia, Brasile, Filippine, Palestina, Yemen, Etiopia, Siria. Emblematico il caso del Lago Ciad, una vera e propria crisi ambientale per 40 milioni di abitanti.
E allora, cosa accade quando da bene comune, liberamente accessibile l’acqua si trasforma in bene privato da negoziare e da pagare? Ne parliamo con Emanuele Bompan giornalista ed esperto di acqua, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo.