Pagina Tre

“I capelli bianchi” di Giuseppe Adami


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(voce di SopraPensiero)
Pubblicato I capelli bianchi di Giuseppe Adami.
Grande successo per questa commedia in tre atti rappresentata per la prima volta nel 1915 e interpretata, tra gli altri, dalla famosa Maria Melato. Argomento insolito per il teatro, quello dell’amore coniugale che si rafforza con l’aumentare dei capelli bianchi. Delicatezza di sentimenti ed espressioni appropriate e leggere, con grande naturalezza nel delineare le caratteristiche dei personaggi, fanno di questa commedia un esempio di delicata sensibilità. Lo scultore Luciano, molto amabile con le donne, è amato e preso per il verso giusto dalla paziente moglie Doretta; saprà anche lui molto amare, attraverso la crisi indotta dall’ex amante Valentina e i consigli pazienti dell’amico Candiani.
Sinossi a cura di Paolo Alberti
Dall’incipit del libro:
La grande terrazza del Casino.
A destra una gradinata conduce nel vestibolo illuminato. Tutto intorno è il parapetto che si va congiungendo, a sinistra, con una scalea di marmo che discende verso il mare. La scena è limitata da alte piante, da palme, da aiuole e cespugli fioriti.
Lo sfondo del golfo è avvolto nell’ombra. Brilla solo, fra i rami degli alberi, qualche piccola luce lontana, che poi si verrà spegnendo.
È una calda notte d’estate. Alcune coppie indugiano ai tavoli, vicino al parapetto. Sui tavoli piccole lampade uguali con uguali «abat-jour» rossi. – Vi sono signore elegantissime ed uomini in abito da sera. I camerieri vanno e vengono, servendo. Si beve, si chiacchiera, si fuma, si ozia. – È già tardi.
Durante la scena che segue alcuni se ne vanno. – Invisibile, fra gli alberi, un’orchestrina. De Vincenti è un bell’uomo sulla cinquantina, assai ben portante, aristocratico, serio, decorativo, ma semplice e senza pose.
Siedono vicino a lui – in primo piano – a destra Cloe, una donnina elegante, originale di tipo e di vesti, magrissima, nervosissima, ossigenata e maquillée; e un giovine imberbe, lucido, biondo, esageratamente blasé.
Valentina, la graziosissima amica di Luciano, alta, sottile, flessuosa, assai simpatica, è appoggiata al parapetto, a sinistra, mezzo nascosta dalle palme, e guarda verso il mare.
Cloe, la testa reclinata un poco sulla spalliera della poltroncina di vimini, una gamba accavallata sull’altra, segue con il movimento del piedino scoperto e con il battere del piccolo ventaglio di madreperla sul tavolo, il ritmo della musichetta, in contrattempo.
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