Nelle ultime settimane, con l‘escalation dell‘offensiva dell‘esercito israeliano a Gaza, al fine di estirpare definitivamente la rete terroristica di Hamas, è cresciuto sempre di più nell’opinione pubblica un sentimento di avversione, non solo verso il governo di Benjamin Netanyahu, ma anche verso una qualunque forma di empatia per le 48 persone che da due anni sono ancora ostaggio di Hamas. La guerra della comunicazione è stata sicuramente vinta da Hamas, ma per il resto ci interroghiamo oggi perché, come Europa e come comunità internazionale, non riusciamo a fare un ragionamento unitario e lucido, invece di muoverci in ordine sparso e mossi più dall’emotività a cui ci spinge l’opinione pubblica, piuttosto che con un concerto di scelte politiche lungimiranti.