Milano, dicono di lei

I Navigli


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La zona dei navigli oggi patria della movida, era il quartiere più proletario e bohemien di Milano. Lungo i canali si affacciano i caseggiati di ringhiera che prima delle ristrutturazioni erano l'edilizia popolare dei primi del '900, e celavano, al di là della fac-ciata, cortili interni su cui si affacciano diversi piani di appartamenti collegati l'uno all'altro da stretti ballatoi. Poche stanze senza servizi igienici dove abitavano operai, piccoli artigiani, sartine, ballerine piccoli che ritroviamo nei racconti di Carlo Gadda, di Verga, di Giovanni Testori, Delio Tessa, Dino Buzzati o nelle poesie di Alda Merini. La Merini nacque in via Mangone, e successivamente visse col suo amato Michele Pierri in Ripa di Porta Ticinese 47, in un piccolo appartamento di ringhiera. Frequentava il Bar Chimera, in via Cicco Simonetta, e a lei è dedicato lo Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32.
"Il Naviglio mi vuole anche di notte come lucciola appesa sui piloni, vuole che canti le latrine e i bar fumosi dei miei ponti e io, malgrado tutto, canto un poeta che è risorto dalle ceneri inermi di un peccato: non dimentico mai questo dolore di essere sgradita alla mia gente".
Alda Merini, Il Naviglio mi vuole anche di notte.
"Il Naviglio è un rettilineo ben strano, che non permette alcuna scansione. Sembra qualche cosa di sinuoso e fervido ma, invece, è lugubre, perentorio, ripetitivo".
Alda Merini, Manganelli sul Naviglio.
©Elleboro Editore - AA. VV.
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Milano, dicono di leiBy Elleboro editore