I ricordi della valigia

I ricordi della valigia

By radioabmHistory
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I ricordi della valigia episodes

  • Tra Belgio e California
    La storia siamo noi, l’incipit di una famosa canzone ci offre lo spunto per una riflessione: la Storia del nostro passato è il risultato delle tante piccole storie minori di persone comuni che, con le loro esperienze di vita, i sacrifici, la resilienza, le delusioni, i successi, i sogni, compongono il disegno finale di un paesaggio complesso e articolato.
    Una di queste ci porta a Gosaldo, il 4 giugno del 1931.
    10 min
  • Storia di un sognatore – seconda parte
    Non ci sono giornali, non ci sono stamperie, però le pasquinate scritte a mano si affiggono sulle pareti di questa o quell’osteria con il beneplacito del padrone. Capraro non si scompone; non reagisce come Marforio. Usa mezzi più drastici: compera l’osteria e assiste, con un sorriso sardonico, allo sfratto. Certo, non sono operazioni gentili, però non c’è tempo per incertezze o tentennamenti.
    9 min
  • Un sorriso che illumina il mondo
    La sua vita racconta di ostacoli superati, di coraggio per intraprendere nuove strade e di amore per il lavoro. Lui è Gianluigi Sebben, meccanico nato nel 1932 a Fonzaso.Unico figlio maschio in una famiglia con altre tre sorelle, fin da giovane ha assunto una grande responsabilità e ha vissuto da vicino la guerra quando era adolescente. Le esperienze di quel periodo lo hanno segnato restando ancora oggi indelebili...
    5 min
  • Una proposta promettente – seconda parte
    La gentile signora fu molto ospitale, facendomi dormire a casa sua. Dopo una buonissima colazione, ci salutammo un po’ emozionate, senza sapere che non ci saremmo incontrate mai più.Con la corriera Buzatti diretta ad Arabba, giunsi all’Albergo “Alle Alpi”, dove mi aspettavano i miei padroni. Dovevo riprendere il mio lavoro di cameriera, che sarebbe durato ancora alcune settimane. La cameriera dell’albergo centrale, Clorinda, divenne un’amica per me e qualche volta, per poter scambiare le nostre storie, lei veniva a passare la serata nella mia cameretta sotto il tetto. Alla fine della stagione, l’ultima sera mangiammo una torta e bevemmo un bicchiere di Albana, promettendoci di incontrarci ancora.
    10 min
  • Una proposta promettente – prima parte
    Autunno 1945, Brunico. Della guerra rimaneva soltanto un orrendo ricordo. I liberatori erano arrivati, tutto stava trasformandosi. Il sorriso sul viso della gente, il cielo sembrava più azzurro, il sole riscaldava di nuovo l’anima e il cuore di tutti coloro che vivevano ancora. I soldati americani erano postati ad Alleghe, facevano bollire una grande quantità di caffè il cui aroma si diffondeva nell’aria, sopra il magnifico lago...
    13 min
  • Il parroco, il seggiolaio e la perpetua
    I giorni festivi andavano rispettati. E il seggiolaio era solito farlo rigorosamente. La domenica tardava ad alzarsi per gustare qualche minuto in più di sano riposo. Rimaneva sdraiato a occhi chiusi, lasciando che i pensieri corressero veloci. Pensava con malinconia agli affetti lasciati a casa: innanzitutto i famigliari, che avrebbe rivisto solo a fine stagione, poi gli animali domestici, anch’essi parte della famiglia e rispettati al pari degli umani, tanto che tutti avevano il proprio nome. Rifletteva inoltre su come organizzare la giornata lontano dagli utensili da lavoro.
    7 min
  • I bambini e l'emigrazione
    Sono passati novant’anni, ma lei lo racconta come fosse successo ieri. Elsa, infatti, rievoca situazioni, nomi, emozioni con tale lucidità ed esattezza di particolari che solo le sue esatte parole possono restituire al lettore ciò che ha vissuto.
    5 min
  • Saldatore in Medio Oriente e in Svizzera
    Saldatore in Medio Oriente e attivo anche nella comunità italiana in Svizzera. È questa la storia del longaronese Albino Sacchet. Nato nel 1932 nella frazione di Podenzoi e mancato nel 2018, è una figura che ha dato tanto all’emigrazione bellunese.
    5 min
  • Vita nomade – seconda parte
    Assuefarsi a una vita nomade non è cosa di poco conto, ma io devo ammettere di essere stato doppiamente fortunato nella prima esperienza perché trovai comprensione sia da parte del padrone che da parte della gente. Mio padre aveva saputo consegnarmi a mani fidate: quel compaesano era un vero signore nell’animo e mi trattò come un suo figlio. Mi insegnava con grande passione mettendo sempre in risalto i miei piccoli miglioramenti: diceva che il seggiolaio non deve ridursi a bestia da soma ma che deve concedersi anche qualche ora di riposo. Si dimostrò sempre soddisfatto del mio rendimento.
    8 min

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Una raccolta di storie di vita che attraversano nazioni, oceani, continenti, vicende storiche, mestieri e sentimenti. Un unico comune denominatore: l’esperienza migratoria dalla terra…