Aspettavamo eroi, cavalieri, gerarchie rigide in termini di velocità tra scuderie che neanche nei feudi più bigotti del Medioevo ecclesiastico. Ma di fronte all'inno, alla preghiera contro il razzismo, molti si sono inginocchiati: chi per annusare il barbecue dentro la scocca, chi per preparare una piroetta, chi per andare più lento della safety car. Alla fine, invece, altri sono rimasti in piedi tra tuoni di giri veloci, difendendosi in trattori (Leclerc), arcobaleni (Norris) e fotocopie (Perez). Insomma, una deliziosa continuità d'ignoranza rispetto alle gare virtuali!