ICONICHE

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By Lorenza e Cecilia PuglieseSociety & CultureHistory
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ICONICHE episodes

  • Come trasformare una passione in un secondo lavoro remunerato con VALENTINA DI MARCO

    Come si fa a coltivare un hobby mentre si lavora full-time, e poi trasformarlo in un vero e proprio "secondo lavoro" remunerato?

    Valentina di Marco voleva fare la scuola alberghiera già alle medie. I suoi genitori l’hanno indirizzata verso liceo e università, e lei ha seguito quella strada senza mai chiudere il cassetto della cucina. Per anni si è regalata un corso all’anno nelle grandi scuole, tra Milano e Parigi. E poi ha scoperto quanto le piaceva insegnare, ed è diventata insegnante di cucina italiana.

    Nel 2023, a Parigi, un’amica le ha portato le brochure della scuola di Alain Ducasse, e la passione è diventata un percorso professionale fatto di corsi serali dopo l’ufficio. La prima cliente è arrivata a gennaio 2025, con una richiesta impegnativa: un ricevimento per 250 persone all’anteprima dell’asta dell’archivio Margiela, da organizzare in meno di un mese. Oggi Valentina cucina per cene private, insegna tra Parigi, Firenze e Verona e ha lavorato per il catering dell’area VIP del Roland-Garros. Il tutto mentre continua a fare la dirigente a tempo pieno in una multinazionale farmaceutica.

    In questo episodio Valentina ci racconta come si costruisce un’attività remunerata accanto alla propria carriera, quanto costa in termini di tempo e rinunce, e perché secondo lei i sogni non hanno una data di scadenza.

    In questo episodio parliamo di:

    • Come si organizza una settimana tra ufficio, cene private e corsi di cucina
    • L’errore sui prezzi che ha fatto all’inizio, e come ha imparato a dire di no
    • Come è arrivata al Roland-Garros un anno dopo essersi data quell’obiettivo
    • Perché non ha (ancora) lasciato il suo lavoro, e cosa potrebbe farle cambiare idea
    • Il suo unico consiglio a chi vuole lanciare un progetto parallelo

    Il consiglio di lettura di Valentina è La cuoca dei Kennedy di Valérie Paturaud (Slow Food Editore). È la storia vera di Andrée Imbert, una bambina abbandonata nel sud della Francia che, grazie al suo talento in cucina, finì al servizio della famiglia Kennedy. Valentina l’ha letto in francese, con il titolo originale La cuisinière des Kennedy.

    49 min
  • Trasformare un hobby in un'azienda: Talkin Pills, Forbes 30 Under 30 e un'exit, con Carolina Sansoni

    Carolina Sansoni ha co-fondato Talkin' Pills nel 2020, durante il primo lockdown, quasi per noia. Tutti a casa a fare la ricetta della torta della nonna e a riordinare la libreria — lei si è detta: facciamo qualcosa di utile. Insieme a un'amica ha iniziato a fare una diretta al giorno su Instagram, sempre con una persona diversa e un lavoro diverso da raccontare. L'idea era semplice: portare le informazioni sul mondo del lavoro a chi non le aveva.

    In quattro anni, senza mai chiedere un euro di finanziamento esterno, Talkin' Pills è diventata una vera azienda, con un team strutturato, partnership con grandi brand e una nomina Forbes 100 Under 30 nella categoria Social Media. Poi Carolina ha capito che era il momento giusto per lasciare andare, e ha venduto.

    In questo episodio Carolina ci racconta com'è stato costruire qualcosa di proprio partendo da zero, cosa succede quando capisci che è arrivato il momento di cedere quello che hai creato, e perché in Italia fare impresa, e fallire, è ancora un privilegio riservato a pochi.

    In questo episodio parliamo di:

    • Come nasce Talkin' Pills e come si trasforma una pagina Instagram in una vera azienda, senza investitori e senza un piano preciso
    • Cosa significa crescere in modo organico in un settore saturo, e quando smette di funzionare
    • Come si decide quando è il momento giusto per vendere, e cosa si prova dopo
    • Perché in Italia il fallimento è ancora un privilegio — e cosa dovrebbe cambiare
    • Il suo unico consiglio a chi vuole fare content creation oggi
    41 min
  • "A Kabul ci chiamavano pazze": imprenditoria e diritti, dall’Afghanistan all’AI con ARIANNA BRIGANTI

    Arianna Briganti ha trascorso vent'anni nel mondo della cooperazione internazionale, in Etiopia, in Afghanistan, e in molti altri paesi che la maggior parte di noi conosce solo dai notiziari. È arrivata a questo lavoro quasi per caso, seguendo un sogno vago di "andare in Africa ad aiutare i bambini", e poi ha capito che il mondo era molto più complicato, e molto più bello, di quello che immaginava.

    In Afghanistan ha lavorato sull'imprenditoria femminile, ha fondato la sua ONG Nove, e nel 2021, dopo il ritorno dei talebani, ha coordinato l'evacuazione di più di 400 persone grazie a una filantropa che aveva trovato il suo numero su Google. Nel frattempo si è costruita una famiglia raccogliendola per strada: sua figlia Marta, adottata in Etiopia, e tre sorelle di adozione conosciute per caso ad Addis Abeba.

    In questo episodio Arianna ci parla di femminismo, non quello che conosciamo, ma quello silenzioso e sottile delle donne afghane, che combatte dall'interno, nelle scuole clandestine e nelle madrasse. E ci racconta perché l'intelligenza artificiale non è solo una questione tecnologica, ma un problema di diritti umani, soprattutto per le donne.

    In questo episodio parliamo di:

    • Come si entra nel mondo della cooperazione internazionale e cosa significa lavorare sul campo per vent'anni, tra Etiopia e Afghanistan
    • Il Pink Shuttle: la storia della prima scuola guida per donne in Afghanistan e della microimpresa di minibus tutta al femminile che ne è nata
    • L'evacuazione del 2021: come Nove ha coordinato la messa in salvo di più di 400 persone dopo il ritorno dei talebani, grazie a un aereo privato e tanta follia
    • I femminismi: perché non ne esiste uno solo, e perché quello delle donne afghane, silenzioso, clandestino, sottile, non è meno potente di quello che conosciamo in occidente
    • Intelligenza artificiale e diritti umani: come i tool AI vengono usati per violare la dignità delle donne, perché il divario di genere nel settore tech è un problema strutturale, e cosa si può fare


    Risorse consigliate da Arianna:

    • 📺 Il caso Lidia Poët (Netflix) — serie leggera su una delle prime avvocate italiane, per far passare messaggi importanti con leggerezza

    • • 📖 Elogio del margine di bell hooks, in conversazione con Maria Nadotti — un libro ricevuto in regalo da una "sorella" e poi adorato

    57 min
  • Lasciare tutto per fondare una startup healthtech con ALESSANDRA CESTARO (Holifya)

    Alessandra Cestaro, dopo la Bocconi, una carriera in McKinsey e un MBA alla Columbia, ha lasciato un percorso sicuro per fondare Holifya, una clinica digitale per la salute metabolica.

    In questo episodio ci racconta cosa succede davvero quando il rischio smette di essere un'idea astratta: due settimane senza dormire, la decisione di smettere di pagarsi lo stipendio insieme ai co-founder, e il momento in cui ha capito che il fallimento è parte del percorso imprenditoriale, non un'eccezione da evitare.

    Parliamo di come si riconosce il momento giusto per fare un pivot, dell'importanza di restare ottimisti (ma realisti), di come si trovano i mentor giusti, e di perché Alessandra pensa che i farmaci GLP-1 possano essere la rivoluzione medica della nostra generazione.

    Alessandra ci consiglia anche il podcast Diary of a CEO di Stephen Bartlett (in particolare l'episodio con Mo Gawdat) e la serie Netflix su Lidia Poët.

    Trovi Alessandra su Linkedin qui: https://www.linkedin.com/in/alessandracestaro1993/

    52 min
  • Costruire una carriera ai vertici tra maternità e part-time con VALERIA STERPOS (Partner Bain & Co)

    Valeria Sterpos è Partner in Bain & Company da 19 anni. Ha studiato a Sciences Po a Parigi, voleva fare la diplomatica, e invece ha mandato il suo curriculum a Bain Cina, che l'ha rispedito direttamente a Milano. Da allora non è più tornata a Parigi, se non per le vacanze.

    In Bain Valeria si è specializzata in Energy, Oil & Gas, uno dei settori più maschili che esistano. Spesso era l'unica donna in riunione, con i clienti come in ufficio. Invece di viverlo come un problema, ne ha fatto un vantaggio: in una stanza in cui tutti si vestivano uguali, lei spiccava subito. Ha scelto le persone con cui lavorare, si è guadagnata la fiducia con i fatti, e ha imparato a fare della sua diversità un'identità.

    Nel frattempo ha avuto due bambine, ha chiesto il part time (prima persona in Bain Italia a farlo) ed è diventata Presidente di Women at Bain per l'Europa e il Middle East, il programma interno che lavora per valorizzare le donne in azienda, contrastare i bias inconsci e costruire quella community che spesso alle donne, soprattutto ai livelli più alti, manca.

    In questo episodio Valeria ci racconta cosa significa costruire una carriera lunga e ambiziosa senza mai aver pianificato niente, come si conciliano due bambine e un marito partner nella stessa azienda, e perché il part time non è una rinuncia, a patto che sia davvero una scelta.

    In questo episodio parliamo di:

    • Come trasformare la diversità in un vantaggio, dall'essere italiana in Francia all'essere l'unica donna in una stanza piena di uomini
    • Perché il part time non è una rinuncia, e come Valeria l'ha usato per costruire una vita più intera senza sacrificare la carriera
    • Come si conciliano due bambine, un marito partner nella stessa azienda, e un ruolo di leadership, con qualche compromesso e molto meno perfezionismo
    • Women at Bain: cosa fanno concretamente, dal congedo parentale retribuito per i padri ai target interni, e perché il 95% dei neo-papà in Bain lo ha preso
    • Cosa deve ancora cambiare per le donne in carriere esigenti, e perché la maternità è l'unica vera differenza su cui bisogna lavorare

    Risorse consigliate da Valeria:

    • 📺 Friends — il classico intramontabile per ricaricarsi
    • 📺 Emily in Paris — per la sua capacità di semplificare qualsiasi problema e non guardare in faccia nessuno

    Profilo Linkedin di Valeria: https://www.linkedin.com/in/valeria-sterpos-4081786/

    46 min
  • CHING SHIH - La più grande pirata della storia

    Il pirata più potente della storia comandava 80.000 uomini e quasi 1.800 navi. Più della Royal Navy britannica dell'epoca. Tenne in scacco l'Impero Qing, la marina portoghese e l'East India Company britannica per tre anni consecutivi. Morì ricca, libera, a sessantanove anni. Senza un giorno di prigione.

    Si chiamava Shi Yang. La storia la ricorda con il nome del marito morto.

    Nata nell'Ottocento nel delta del Fiume delle Perle, apparteneva all'etnia più marginalizzata della Cina imperiale: quella gente che non aveva nemmeno il diritto di mettere piede sulla terraferma. Senza titoli, senza eredità, senza nessuno degli strumenti formali del potere, ha costruito qualcosa che gli storici oggi descrivono come uno stato parallelo con un codice di leggi scritto, un sistema fiscale, una rete commerciale e un'organizzazione militare che nessuna potenza dell'epoca riuscì a distruggere.

    In questo episodio raccontiamo la sua storia dall'inizio: le origini, il patto matrimoniale che nessuna donna del suo tempo avrebbe osato chiedere, le tre mosse con cui prese il controllo di un impero dopo la morte del marito, e la resa più strategica della storia della pirateria mondiale.

    Parliamo anche di cosa succede quando una donna esercita un potere enorme in un sistema che non ha categorie per lei, e di come quella stessa storia venga poi riscritta.

    Buon ascolto!

    35 min
  • Come si trasforma una ferita in un'impresa di successo con AURORA CAPOROSSI (Animenta e Comestai)

    Hai mai sognato di trasformare una causa a cui tieni in un'impresa?

    Aurora Caporossi nasce a Roma, studia marketing e comunicazione, e prima di tutto questo lavora nel mondo fintech e blockchain. Poi arriva il Covid, tornano i pensieri legati al disturbo alimentare che l'aveva colpita a sedici anni, e Aurora si mette a cercare informazioni e supporto. Quello che trova non la convince: una comunicazione distonica rispetto alla sua esperienza, pochissima voce a chi di DCA ne ha sofferto davvero, e un sistema che ancora fatica ad agire in modo preventivo.

    Così nasce Animenta: prima come pagina Instagram e blog, poi come associazione no-profit che ha riscritto la comunicazione sui disturbi alimentari in Italia, portando il tema nelle scuole, nelle aziende, nelle residenze cliniche, e fino al Parlamento Europeo. E poi, siccome Animenta non bastava, nasce Comestai: una startup che digitalizza il percorso di cura per chi soffre di DCA, con un ambulatorio fisico aperto in un centro commerciale a Roma. Aurora ha costruito tutto questo da sola, come solo founder, senza un piano preciso, seguendo un'esigenza che sentiva fortissima.

    In questo episodio Aurora ci racconta come si trasforma un'esperienza personale in una missione collettiva, cosa significa fare impresa intorno a un tema così difficile e delicato, e perché i social media non sono né il problema né la soluzione.

    In questo episodio parliamo di:

    • Come riconoscere i DCA al di là degli stereotipi — perché il disturbo alimentare non riguarda solo il corpo e il cibo, ma il modo in cui una persona sta e come riesce a rispondere alla domanda "come stai?"
    • Perché in Italia l'accesso ai trattamenti è ancora così frammentato — e quanto costano i DCA al sistema sanitario nazionale quando si interviene troppo tardi
    • Come si costruisce impresa da solo founder intorno a una causa difficile e personale — senza un piano, senza investitori, partendo da zero
    • Il ruolo dei social media nei disturbi alimentari — né colpevoli né innocenti, ma fattori di mantenimento in un mondo in cui la linea tra "mi prendo cura di me" e un DCA è sempre più sfocata
    • Qual è il futuro che Aurora sogna per i DCA in Italia — nella cura, nella comunicazione, e nel modo in cui la società li vive

    Risorse consigliate da Aurora:

    • 🎙️ One More Time di Luca Casadei — il podcast in cui Aurora è stata ospite
    • 📖 Il mito della bellezza di Naomi Wolf — uno dei libri più importanti sulla pressione sui corpi femminili e sulla grassofobia

    Profilo instagram di Aurora: @punto.acapo

    Profilo Linkedin di Aurora: https://www.linkedin.com/in/aurora-caporossi/?locale=en

    Per informazioni su Animenta: https://animenta.org/
    Comestai: https://comestai-centrodca.com/en/

    47 min
  • Cambiare vita da Manager in Amazon a CEO e Life Coach in Puglia con GAIA COSTANTINO (CEO Women Lead)

    Dall'esterno, aveva una storia di successo. Ma dall'interno, un'inquietudine che non riusciva a spiegarsi.
    Gaia è cresciuta in Puglia, ha studiato Ingegneria Industriale a Torino, ha lavorato nella Silicon Valley, poi per quindici anni a Milano prima in Vodafone, poi in Amazon, dove stava costruendo una carriera solida e in ascesa.

    Durante il Covid, la possibilità di lavorare da remoto dalla Puglia diventa l'occasione per fermarsi e fare domande difficili: quali valori stava mettendo da parte? Chi era diventata? Cosa voleva davvero? La risposta non arriva in un giorno ma attraverso un anno di notti insonni, pianti, e un lavoro duro sulle proprie convinzioni limitanti.

    Oggi Gaia vive in Puglia e ha cofondato Women Lead, una società benefit che lavora per ridurre i divari di genere nel mercato del lavoro attraverso formazione, mentoring e percorsi di inserimento, anche in settori inaspettati come la saldatura meccanica. È inoltre coach certificata nel metodo Designing Your Life e accompagna persone in momenti di transizione professionale.

    In questo episodio Gaia ci racconta come si lascia una carriera che non funziona più, come si smontano le convinzioni che ci tengono ferme, e come si costruisce un cambiamento sostenibile anche dal punto di vista economico.

    In questo episodio parliamo di:

    • Come riconoscere l'inquietudine che precede un cambiamento — e cosa fare quando tutto sulla carta funziona ma qualcosa dentro non torna
    • Le convinzioni limitanti che ci bloccano e come decostruirle — dal terrore di perdere lo stipendio fisso alla paura di perdere lo status sociale
    • Come fare il salto da dipendente a imprenditrice o freelance senza buttarsi nel vuoto — e perché il primo passo è sempre capire i propri conti
    • Women Lead e il progetto per formare donne saldatrici — perché i mestieri manuali possono essere una grande opportunità, anche per le donne
    • Come iniziare a cambiare percorso senza entrare nel loop infinito dell'introspezione — e perché l'iterazione è più utile del piano perfetto

    Risorse consigliate da Gaia:

    • 📖 Circe di Madeline Miller — il romanzo che reinterpreta la figura della maga della mitologia greca, da strega a eroina
    • 📖 Liberati della brava bambina: Otto storie per fiorire — raccolta di personaggi femminili della mitologia che smonta gli stereotipi che ci portiamo dietro ancora oggi

    Profilo Linkedin di Gaia: https://www.linkedin.com/in/gaiacostantino/

    47 min
  • ADA LOVELACE - La prima programmatrice della storia

    Era il 1843. Ada Lovelace scriveva il primo algoritmo della storia per una macchina che non esisteva ancora. I computer sarebbero arrivati cento anni dopo, ma lei li aveva già immaginati.

    Figlia di Lord Byron, cresciuta a pane e matematica da una madre ossessionata dall'idea di "correggere" la sua eredità poetica, Ada Lovelace è accreditata come la prima programmatrice della storia. Nel 1843 scrive le Note sulla Analytical Engine di Charles Babbage: un lavoro così avanzato da prevedere non solo la programmazione, ma le basi di quello che oggi chiamiamo intelligenza artificiale. Un lavoro che verrà dimenticato per cento anni, finché Alan Turing non lo riscopre e capisce che quella donna aveva visto quello che nessun altro aveva visto.

    In questo episodio di ICONICHE raccontiamo la sua storia dalla Rivoluzione Industriale alla sua morte a trentasei anni, e discutiamo i temi che la attraversano e che non hanno smesso di essere attuali: la fiducia in sé stesse come atto politico, il meccanismo del "sei bravissima, ma…" che blocca le donne nella scienza ancora oggi, il "Prove It Again bias" — il pregiudizio per cui le donne devono dimostrare la loro competenza continuamente, da capo, ogni volta. E la domanda che ci portiamo a casa: quante altre Ada stiamo perdendo adesso?

    37 min
  • Come fare politica, crescere un figlio e non impazzire con EVA VITTORIA CAMMERINO

    Perché aspettare che qualcuno cambi le cose, quando potresti farlo tu?

    Eva Vittoria Cammerino, per gli amici Evita, ci prova tutti i giorni. Da studentessa di politiche europee a consigliera municipale a Roma, è co-fondatrice di Prime Minister, una scuola di politica gratuita e apartitica per ragazze tra i 14 e i 19 anni presente in quattordici città italiane.

    In questo episodio ci parla di come è nata Prime Minister da un viaggio in Sicilia nel 2018, e di cosa vuol dire fare politica da donna in Italia quando il sistema non ti sostiene.
    Parliamo anche del gender gap in politica (e di chi, nel frattempo, prende le decisioni al posto nostro), del perché diventare mamma le ha aperto gli occhi sulle disuguaglianze strutturali, e di come si tengono insieme attivismo, mandato elettivo, maternità e lavoro senza fingere che sia semplice...

    Scopri di piu su Evita sul suo sito: https://www.evavittoriacammerino.it/
    e su Instagram @evita_vittoria_cammerino88
    Scopri Prime Minister qui: @_primeminister https://www.primeminister.it/

    Il suo consiglio di lettura 📚: "La città della gioia" di Dominique Lapierre

    55 min

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ICONICHE racconta le storie di donne che hanno rotto gli schemi, costruito qualcosa di nuovo, sfidato i limiti... e che prima di farlo hanno attraversato le tue stesse paure, gli stessi dubbi e gli…