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Ciao a tutti. Oggi è venerdì 23 aprile 2021 e questo é Indizi di futuro il podcast che indaga l’attualità per immaginare come sarà il mondo domani.
Sono Roberto e in questo episodio parlerò di iconoclasta, valori e cancel culture.
Quando cerco il significato di una parola il mio indirizzo preferito è www.treccani.it e ogni volta rimango stupito, rapito dalla gioia di trovare così facilmente una risposta alla mia domanda. Come quando stai per uscire, hai fretta, e le chiavi dell’auto sono sparite, fino a che guardi nel posto che ti è venuto in mente e sono lì.
La stessa soddisfazione.
Un consiglio, se non trovate le chiavi non provateci neppure a chiedere in casa, perché non solo nessuno vi dirà dove sono ma sarete rimproverati da tutti perchè avreste dovuto riporle al loro posto, così da non poterle smarrire.
Ma sto divagando.
La parola che ho cercato ogni è iconoclasta, che riporta a un tempo antico in cui un movimento religioso, l’iconoclastia, avversò il culto delle sacre immagini. Ora è iconoclasta colui che, si distrugge le immagine sacre, ma anche colui che combatte le tradizioni, le opinioni ritenute fondanti di una cultura.
Ovviamente avrei preferito non leggere quelle parole, perché, perchè la cultura le cui fondamenta tremano è la mia.
Sapevo che primo o poi sarebbe successo, ma avevo immaginato una lotta concentrata nel migliorare la cultura occidentale, indubbiamente un riferimento in molti settori della vita di tutti i popoli, ricca di difetti, ma anche portatrice di importanti valori.
Già importanti valori.
Importanti per chi?
Insomma pare che ci siano priorità diverse, e che si stiano manifestando con una certa impellenza, così nell’Università dove ha studiato Kamala Harris a Washington, la Howard University, i classici vengono banditi, e i maestri della filosofia e della letteratura, pare abbiano il difetto di essere stati di cultura occidentale.
Il Washington post parla di questa operazione come di un’incapacità di ampliare i propri orizzonti culturali, di vedere solo ciò che la cultura occidentale ha sbagliato e non quello che ha fatto di buono.
Ma indipendentemente da ciò che scrive il giornale, è proprio quell’Università il luogo dove si forma la classe dirigente afroamericana del paese, coloro che domani saranno ai vertici economici e politici della comunità.
La cancel culture cancellerà chi o cosa è simbolo di un passato e di un presente la cui cultura era o è predominante a scapito di un altra. Potremmo dover dire addio a molte pagine indimenticabili di molti grandi autori del passato, ma se ne scriveranno altre.
Bene, cosa accadrà?
Be direi che nei prossimi anni incontreremo più inclusione, magari speriamo non sia frutto di una mera contrapposizione, ma di una costruttiva cooperazione, ma in ogni caso il mondo non lascerà più indietro nessuno. Almeno speriamolo. A domani.
Ciao a tutti. Oggi è venerdì 23 aprile 2021 e questo é Indizi di futuro il podcast che indaga l’attualità per immaginare come sarà il mondo domani.
Sono Roberto e in questo episodio parlerò di iconoclasta, valori e cancel culture.
Quando cerco il significato di una parola il mio indirizzo preferito è www.treccani.it e ogni volta rimango stupito, rapito dalla gioia di trovare così facilmente una risposta alla mia domanda. Come quando stai per uscire, hai fretta, e le chiavi dell’auto sono sparite, fino a che guardi nel posto che ti è venuto in mente e sono lì.
La stessa soddisfazione.
Un consiglio, se non trovate le chiavi non provateci neppure a chiedere in casa, perché non solo nessuno vi dirà dove sono ma sarete rimproverati da tutti perchè avreste dovuto riporle al loro posto, così da non poterle smarrire.
Ma sto divagando.
La parola che ho cercato ogni è iconoclasta, che riporta a un tempo antico in cui un movimento religioso, l’iconoclastia, avversò il culto delle sacre immagini. Ora è iconoclasta colui che, si distrugge le immagine sacre, ma anche colui che combatte le tradizioni, le opinioni ritenute fondanti di una cultura.
Ovviamente avrei preferito non leggere quelle parole, perché, perchè la cultura le cui fondamenta tremano è la mia.
Sapevo che primo o poi sarebbe successo, ma avevo immaginato una lotta concentrata nel migliorare la cultura occidentale, indubbiamente un riferimento in molti settori della vita di tutti i popoli, ricca di difetti, ma anche portatrice di importanti valori.
Già importanti valori.
Importanti per chi?
Insomma pare che ci siano priorità diverse, e che si stiano manifestando con una certa impellenza, così nell’Università dove ha studiato Kamala Harris a Washington, la Howard University, i classici vengono banditi, e i maestri della filosofia e della letteratura, pare abbiano il difetto di essere stati di cultura occidentale.
Il Washington post parla di questa operazione come di un’incapacità di ampliare i propri orizzonti culturali, di vedere solo ciò che la cultura occidentale ha sbagliato e non quello che ha fatto di buono.
Ma indipendentemente da ciò che scrive il giornale, è proprio quell’Università il luogo dove si forma la classe dirigente afroamericana del paese, coloro che domani saranno ai vertici economici e politici della comunità.
La cancel culture cancellerà chi o cosa è simbolo di un passato e di un presente la cui cultura era o è predominante a scapito di un altra. Potremmo dover dire addio a molte pagine indimenticabili di molti grandi autori del passato, ma se ne scriveranno altre.
Bene, cosa accadrà?
Be direi che nei prossimi anni incontreremo più inclusione, magari speriamo non sia frutto di una mera contrapposizione, ma di una costruttiva cooperazione, ma in ogni caso il mondo non lascerà più indietro nessuno. Almeno speriamolo. A domani.