"Giuditta che decapita Oloferne" è uno dei dipinti più celebri di Artemisia Gentileschi, realizzato tra il 1612 e il 1620.
L'opera rappresenta il momento drammatico in cui Giuditta, eroina biblica, uccide il generale assiro Oloferne per salvare il suo popolo. La scena è carica di tensione e potenza visiva, con un forte chiaroscuro che esalta il contrasto tra la luce e l'oscurità. Il dipinto è un simbolo di vendetta, forza e determinazione femminile, interpretato da Artemisia in modo personale, probabilmente influenzata dalle vicende della sua vita, tra cui lo stupro subito e il conseguente processo.
L'artista capovolge il tradizionale ruolo della donna nel Barocco, mostrando una figura femminile decisa e dominante.