Oggi in Cristo

Il discorso profetico di Gesù


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(Testo di riferimento: Matteo 24,1-51 - La Bibbia)



Siamo arrivati ai capitoli 24 e 25 di Matteo nei quali troviamo l'ultimo dei cinque grandi discorsi di Gesù attorno ai quali si sviluppa il vangelo di Matteo. Si tratta del cosiddetto discorso profetico di Gesù. Ne parliamo in questo episodio 53 della serie sul vangelo di Matteo .



Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. Ma egli rispose loro: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata».Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?» (Matteo 24,1-3)



Il capitolo 23 si era chiuso con il lamento di Gesù rivolto verso la città di Gerusalemme. Ricordate? Il comportamento dei capi del popolo nei confronti di Gesù era simile a quello che i loro padri avevano sempre avuto nei confronti dei profeti che Dio aveva mandato loro e questo avrebbe portato il giudizio di Dio su di loro. Il capitolo 24 si apre sul medesimo tema, infatti Gesù di fatto predice che quel tempio, di cui anche i suoi discepoli andavano così fieri, sarebbe presto stato distrutto.



Quella risposta colpì i discepoli che vollero approfondire con lui la questione. Considerando la storia passata e le profezie,  essi percepivano la distruzione di Gerusalemme e del tempio come  eventi catastrofici, direttamente connessi alla fine dell’età presente, la fine del mondo così come lo conosciamo,  e all'inaugurazione del mondo a venire con il regno del Messia. Ecco perché l'affermazione di Gesù inerente il tempio li aveva spinti a chiedere lumi sulla sua venuta, ovvero sulla manifestazione del suo regno, e sulla fine dell'età presente. Vediamo come rispose Gesù.



Gesù rispose loro: «Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo". E ne sedurranno molti. Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori. Allora vi abbandoneranno all'oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine. (Matteo 24, 4-14)



Quando i discepoli chiedono a Gesù quale sarà il segno della sua venuta, visto che Gesù non era ancora morto e risorto, essi non distinguevano tra prima e seconda venuta di Gesù intervallata da un certo periodo di tempo, cosa che comprenderanno solo in seguito, ma semplicemente si riferivano alla sua manifestazione come Re. Non dobbiamo quindi stupirci del fatto che la risposta di Gesù, in prima battuta, sia piuttosto sintetica e colleghi eventi che si sarebbero realizzati in un futuro prossimo, nel primo secolo, ad eventi riservati per un tempo più lontano in vista della fine vera e propria.



Nella prima parte della sua risposta, quella che abbiamo appena letto, Gesù diede ai suoi discepoli delle istruzioni per non farsi ingannare durante la  crisi nazionale che li aspettava nei decenni successivi. Infatti, gli Israeliti, basandosi su brani come Isaia 66:8...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana