(Testo di riferimento: Matteo 19,1-12 - La Bibbia)
È lecito mandare via la moglie, ovvero divorziare per un motivo qualsiasi? I farisei avevano un approccio molto superficiale al divorzio, così come molti di noi al giorno d'oggi.
Gesù diede una risposta equilibrata, che ci insegna ad avere più rispetto per il matrimonio, affinché il divorzio non sia la normalità ma sia qualcosa a cui ricorrere solo in casi davvero estremi. Il divorzio è sempre un doloroso "piano B".
Ne parliamo in questo episodio 45 della serie sul vangelo di Matteo.
Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, partì dalla Galilea e se ne andò nei territori della Giudea che sono oltre il Giordano. Una grande folla lo seguì, e là Gesù guarì i loro malati. (Matteo 19:1-2)
Gesù aveva finito i suoi discorsi con i discepoli, in cui in particolare si era concentrato sulle relazioni, sul perdono, sulla riconciliazione. Aveva in qualche modo completato un percorso con i discepoli e ora cominciava il suo cammino verso Gerusalemme dove sarebbe stato ucciso. Per farlo stava attraversando i territori della Giudea che sono oltre il Giordano dove, come di consueto, nella sua misericordia continuò a guarire i malati che si presentavano di fronte a lui.
Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito mandare via la propria moglie per un motivo qualsiasi?» (Matteo 19,3)
Come abbiamo visto nel capitolo 5 di Matteo, nel sermone sul monte, in Galilea, Gesù aveva già affrontato questo tema, denunciando la superficialità con cui molti uomini del suo tempo divorziavano dalle proprie mogli.
Ora Gesù si trova in Giudea e, si sta avvicinando a Gerusalemme, il centro della religione giudaica, lì dove si pensava ci fossero i massimi esperti della legge. E sono proprio gli esperti della legge, i Farisei ad avvicinare Gesù per interrogarlo. Gesù stava avendo successo e i Farisei certamente lo sapevano e cercavano il modo di delegittimarlo agli occhi del popolo, come emerge nel brano parallelo in Marco 10:2 dove è chiaramente scritto che volevano metterlo alla prova. Un modo per delegittimarlo sarebbe stato quello di dimostrare che Gesù non rispettava la loro tradizione, la quale era considerata l'interpretazione più autorevole e corretta della legge di Mosè.
Mettendosi contro la loro tradizione, a loro avviso, Gesù si sarebbe posto contro la legge di Mosè stessa e avrebbero avuto buoni motivi per accusarlo.
Essi quindi proposero a Gesù la loro interpretazione della legge secondo cui non solo era permesso ripudiare la moglie, ma era permesso farlo per un motivo qualsiasi. Vediamo cosa rispose Gesù.
Ed egli rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne"? Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi». (Matteo 19,4-6)
Visto che Gesù sapeva dove volevano andare a parare, rispose citando la Genesi, che secondo la loro tradizione, era stata scritta proprio da Mosè.
Se si voleva parlare di matrimonio e di problemi conseguenti al matrimonio, aveva senso cominciare dall'inizio, dove il matrimonio venne istituito. Se volevano osservare la legge di Mosè in modo perfetto i Farisei avrebbero dovuto tenere conto di quella espressione in Genesi 2: “saranno una stessa carne”. Il commento di Gesù a quell’espressione aveva una logica che non ammetteva repliche: “Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi”.