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Da piccolo, quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo: tutto.
Non era presunzione. Era la risposta più onesta che sapevo dare.
Per anni ho vissuto quella risposta come una mancanza. Come se la mia curiosità fosse rumore da silenziare. Come se voler fare più cose contemporaneamente fosse la prova che non ne avevo capita nessuna.
Poi ho trovato una parola. E quella parola ha cambiato tutto.
In questo episodio ti parlo di multipotenzialità — cosa significa davvero, perché la nostra cultura la tratta come un difetto da correggere, e perché invece è una delle forme più antiche e più potenti di intelligenza umana. Ti parlo di Emilie Wapnick e del suo 'Diventa chi sei', di Giulio Xhaet e di ‘Da Grande’ e 'Contaminati', di Leonardo da Vinci, di Seneca, e di una frase che ho impiegato vent'anni a credere: non c'è nulla di sbagliato in te.
Se hai più di un interesse profondo. Se non riesci a scegliere senza sentire che stai rinunciando a qualcosa. Se ti hanno detto per anni che sei dispersivo, incostante, che non sai cosa vuoi — questo episodio è per te.
Roma, 2012. Sono al quarto anno di Medicina e ballo salsa per ricordarmi di avere un corpo dopo giornate intere sui libri. Poi, in saletta, una lezione di bachata in più del previsto. E qualcosa si rompe.
Da lì a un CD scritto a pennarello con un nome buttato giù per scherzo — DJ Tronky — passano quattro anni. Da quel CD a un volo per la Spagna, presa a settimane dalla laurea in Medicina, ne passano tre mesi.
In questo episodio racconto come ho costruito il mio primo remix con sei secondi di percussione rubati da un tutorial su YouTube e una tecnica presa pari pari dalla biologia molecolare. Racconto la prima serata da DJ resident al Palacavicchi, quando la musica si è spenta due volte davanti a tutti. E racconto mio padre — uno sguardo a Roma nel 2014, uno sguardo diverso a Roma nel 2016.
Se ti riconosci in questa storia, seguimi su Spotify e YouTube — mi aiuta a portarla a chi ne ha bisogno.
Prima di essere DJ, prima di essere medico, ero Davidsh88. Un ragazzo del liceo che invece di studiare per la maturità montava video sui gol del Milan con Windows Movie Maker e i Sum 41 in sottofondo: “I gol più belli ed emozionanti del MIlan". Due milioni di visualizzazioni su YouTube nel 2007. Senza analytics, senza strategia, senza chiedermi se era il momento giusto.
Qualche anno dopo, in aula durante una lezione di Anatomia Patologica, ho disegnato una cacca espulsa da un colon vestito da arbitro con il cartellino rosso. Da lì è nata una pagina Facebook arrivata a centomila follower: “La Medicina come non l’avete mai vista".
Due storie che sembrano aneddoti. Invece sono lo stesso meccanismo, applicato a due materie diverse. E quel meccanismo — lo capirai ascoltando — riguarda anche te.
Roma. Ore 10:30 di mattina.
Sono in ambulatorio, in camice.
Apro il telefono e guardo il calendario — non quello dei pazienti. Quello delle serate da DJ. E mi accorgo di sperare che la porta resti chiusa.
Quel sospiro in un corridoio vuoto è stato il segnale che non sapevo di stare aspettando.
In questo primo episodio parlo di cosa succede quando il percorso che hai costruito con cura, sacrificio e anni di studio smette di coincidere con chi sei davvero.
Parlo del default path — quel binario preimpostato che non hai scelto, ma sul quale sei salito perché era il più ovvio, il più approvato, il meno contestato.
E parlo di come alcune delle cose più importanti della mia vita siano nate esattamente mentre dovevo fare altro.
📌 In questo episodio:
— Il momento del corridoio e cosa mi ha insegnato sull’identità
— Il concetto di default path (Paul Millerd) e la forza gravitazionale del "percorso giusto”
— Perché il prestigio distorce persino quello che crediamo di volere (Paul Graham)
— Il meccanismo dell'identificazione con il ruolo (Gurdjieff / Ouspensky)
— Cosa succede quando silenzi una parte di te per anni
Se hai mai sperato che la tua vita ufficiale, almeno per un'ora, non ti chiamasse — questo episodio è per te.
Benvenuto nel primo episodio de “Il DJ con il camice bianco”!
In questa puntata ti racconto perché nasce questo podcast, a chi è destinato, e cosa troverai davvero qui dentro.
Parleremo di multipotenzialità, identità professionale, transizioni di vita, burnout silenziosi, liminalità, antifragilità e di quella sottile distanza che a volte esiste tra ciò che facciamo e ciò che siamo.
Questo non è un podcast motivazionale.
Non troverai frasi fatte, “10 step per cambiare vita”, né inviti impulsivi a mollare tutto per inseguire i propri sogni.
Troverai invece una storia vera.
La mia.
Quella di un medico del lavoro, DJ e produttore musicale internazionale, illustratore e multipotenziale che per anni ha pensato di essere “troppo dispersivo”, prima di capire che il problema non era lui — ma la cornice con cui guardava sé stesso.
Questo episodio è dedicato:
- ai multipotenziali;
- ai professionisti che si sentono definiti troppo dal proprio lavoro;
- a chi sta attraversando una transizione personale o professionale;
- e a chiunque abbia sentito, almeno una volta, quella distanza silenziosa tra la vita che mostra e quella che vive davvero.
Ti lascio con una domanda:
Qual è stata l’ultima volta in cui ti sei dimenticato del tempo facendo qualcosa che ti faceva sentire vivo?
Forse è da lì che bisogna ricominciare.
—
🎙 Il DJ con il camice bianco
🎧 con David Shaholli / DJ Tronky
"Come può una persona essere contemporaneamente medico, DJ, produttore musicale, ballerino, illustratore e insegnante?"
In questo trailer racconto l’inizio di un viaggio personale dentro la multipotenzialità, le crisi d’identità, il lavoro, la creatività e la ricerca di una vita che abbia davvero senso.
Sono David Shaholli — molti mi conoscono come DJ Tronky.
Nel corso degli anni ho vissuto vite che sembravano incompatibili tra loro: la medicina e le serate, gli ospedali e la musica, la disciplina e l’arte.
Per molto tempo ho pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato in me… Poi ho capito che forse era sbagliata la domanda che continuavo a farmi.
Questo podcast nasce per chi non si sente dentro una sola categoria. Ma anche per chi una categoria ce l’ha — e sente che non gli basta più.
“Il DJ con il camice bianco” è un podcast sulla complessità umana, sulla libertà di reinventarsi, sulle aspettative familiari, sui burnout, sulla creatività, sul significato del lavoro nella società odierna e sulla costruzione di una vita autentica.
Benvenuto in questo viaggio insieme.
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