Oggi in Cristo

Il dodicesimo uomo


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In quei giorni, Pietro, alzatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse:
«Fratelli, era necessario che si adempisse la profezia della Scrittura pronunciata dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. Perché egli era uno di noi e aveva ricevuto la sua parte di questo ministero. Egli dunque acquistò un campo con il salario della sua iniquità; poi, essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero. Questo è divenuto così noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel campo è stato chiamato nella loro lingua "Acheldama", cioè "campo di sangue". Infatti sta scritto nel libro dei Salmi: "La sua dimora diventi deserta e più nessuno abiti in essa";
e:
"Il suo incarico lo prenda un altro".
Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signore Gesù visse con noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno che egli, tolto da noi, è stato elevato in cielo, uno diventi testimone con noi della sua risurrezione».
Essi ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. Poi in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo». Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli.
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(Atti 1:15-26 - La Bibbia)

Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Gesù aveva scelto dodici apostoli per tenerli con sé (Mc 3:14) ovvero per avere con loro un rapporto più intenso. In questo modo essi sarebbero stati coloro che avrebbero conosciuto più dettagli della sua vita e del suo ministero, e in seguito sarebbero stati i suoi testimoni primari. Però sappiamo che Giuda Iscariota, uno dei dodici, aveva tradito Gesù e poi si era tolto la vita, quindi i discepoli erano rimasti in undici. Gesù lo aveva scelto e lo aveva tenuto con sé come gli altri affidandogli la sua parte come testimone, ma Giuda ricambiò l'amicizia di Gesù con il tradimento.

Pietro rivolgendosi a circa centoventi discepoli riuniti insieme nella sala al piano superiore di cui avevamo letto in precedenza (At 1:13), ricordò agli altri discepoli ciò che era accaduto ripercorrendo in sostanza, anche se con meno dettagli, quanto riportato da Matteo (Mt 27:3-8) ovvero che Giuda si era tolto la vita per il rimorso e con i trenta sicli prezzo del suo tradimento, che lui aveva restituito ai capi dei sacerdoti come sappiamo da Matteo, era stato comprato un campo destinato alla sepoltura degli stranieri che gli abitanti di Gerusalemme avevano chiamato "campo di sangue".

Pietro sottolineò che la defezione di Giuda era necessaria in quanto adempimento di una profezia che lo Spirito Santo aveva pronunciato per mezzo di Davide. Ma di quale profezia si tratta? Chi pensa che la parola "profezia" sia sempre riferita a predizioni di qualcosa il cui adempimento è futuro potrebbe rimanere perplesso perché in effetti nella bibbia non c'è una profezia specifica a riguardo! Ma leggendo il nuovo testamento ci si rende conto del modo in cui gli apostoli citavano le scritture dell'antico testamento applicando alle circostanze attuali i testi antichi.

In questo caso Pietro si riferì al testo del salmo 69:25: "Sia desolata la loro dimora, nessuno abiti le loro tende", un testo nel quale Davide si riferiva a coloro che lo stavano perseguitando e opprimendo. Che relazione c'è tra quel testo e Giuda Iscariota? Ovviamente Pietro stava applicando a Gesù il testo di quel salmo, vedendo un parallelo tra la situazione attuale e quella che Davide (avo di Gesù) aveva vissuto a suo tempo.
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana