Oggi in Cristo

Il fuggitivo e l’inseguitore


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Il SIGNORE scatenò un gran vento sul mare,

e vi fu sul mare una tempesta così forte che la nave era sul punto di sfasciarsi.

I marinai ebbero paura e invocarono ciascuno il proprio dio

e gettarono a mare il carico di bordo, per alleggerire la nave.

Giona, invece, era sceso in fondo alla nave, si era coricato e dormiva profondamente. 

Il capitano gli si avvicinò e gli disse: «Che fai qui? Dormi?

Alzati, invoca il tuo dio! Forse egli si darà pensiero di noi e non periremo».

Poi si dissero l’un l’altro: «Venite, tiriamo a sorte e sapremo per causa di chi ci capita questa disgrazia».

Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona.

Allora gli dissero: «Spiegaci dunque per causa di chi ci capita questa disgrazia!

Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?»

Egli rispose loro: «Sono Ebreo e temo il SIGNORE, Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terraferma».

Allora quegli uomini furono presi da grande spavento e gli domandarono: «Perché hai fatto questo?»

Quegli uomini infatti sapevano che egli fuggiva lontano dalla presenza del SIGNORE,

perché egli li aveva messi al corrente della cosa.



(Giona 1:4-10 – LA BIBBIA)
Serie completa pensieri sul libro di Giona
A volte ci comportiamo in maniera davvero strana. Diciamo di credere in un Dio onnipotente e onnipresente, e poi viviamo come se potessimo tenergli nascosto qualcosa.
Dio aveva affidato  un compito speciale al profeta Giona, quello di andare a Ninive a portare il suo messaggio. Ma Giona  era scappato in direzione opposta, come se si potesse fuggire da Dio.  Tuttavia,  il fuggitivo non riuscì ad allontanarsi troppo  perché Dio, in un certo senso,  lo stava inseguendo…
Giona si era rifiutato di andare a Ninive, in mezzo ad un popolo idolatra, perché non voleva che avessero una possibilità di salvezza, e Dio, con una certa ironia, lo andò a prendere anche sulla nave diretta a Tarsis, servendosi proprio di marinai idolatri per recuperarlo!
I marinai si rendevano conto di essere in mezzo ad una tempesta  che non era come le altre. Spaventati, cercavano di alleggerire la nave e intanto invocavano i propri déi. Invece Giona, l’unico che conosceva il vero Dio, dormiva tranquillo in fondo alla nave e fu proprio un pagano, il capitano della nave,  a stimolarlo ad invocare il proprio Dio!
Ma Giona, anche dopo che il capitano lo aveva svegliato,   non disse nulla  finché i marinai non tirarono a sorte per capire chi era il colpevole di quella disgrazia!
Che vergogna per Giona quando la sorte cadde su di lui! A quel punto, smascherato e incalzato dai compagni di viaggio, fu costretto ad ammettere la sua provenienza, la sua fede in Dio e soprattutto ciò che aveva combinato. Lui che credeva nel Dio del cielo, creatore di ogni cosa,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana