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Sui social network anche i video di chi va per funghi, nei boschi, trova un pubblico di almeno 5 mila follower. Ma quale sistema economico si può costruire intorno, per vivere di questi video? Quali aziende si possono coinvolgere? E soprattutto l’Intelligenza Artificiale c’entra qualcosa? Per destreggiarsi con serenità tra dati, tecnicismi e anche nuove leggi Michele Pagani, ceo e co-founder di Flatmates, agenzia d’influencer marketing lanciata con il content creator Marcello Ascani, spiega come impostare il proprio business e come non disperarsi per i propri errori.
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L’acquolina in bocca c’è. Ma non bisogna avere fretta di guadagnare con video e campagne pubblicitarie sui social: ogni content creator deve prima capire bene quali sono i format più richiesti, quanti tipi di campagne esistono e, fin da subito, come far crescere la propria audience in modo costante nel tempo.
Nella terza puntata de Il Marketing Oggi, lo spiega Michele Pagani, CEO e co-founder di Flatmates, agenzia di influencer marketing fondata insieme a Marcello Ascani.
La parola d’ordine è “destreggiarsi”: tra Instagram, YouTube e TikTok, per esempio, è fondamentale scegliere dove pubblicare i propri contenuti. Alcune piattaforme sono più popolari, ma non sempre sono quelle che raggiungono il pubblico giusto. Altre hanno performance migliori, ma ce ne sono anche alcune che fidelizzano molto di più.
Insomma, nella nuova puntata del podcast di ItaliaOggi, Michele Pagani non si tira indietro e condivide tutta la sua esperienza nel supportare e organizzare il lavoro creativo di Marcello Ascani. Perché il dietro le quinte è importante almeno quanto ciò che si vede nei video, sotto i riflettori.
Anzi, forse non tutti sanno che più un content creator è di nicchia, maggiori sono le probabilità di attirare l’attenzione delle aziende inserzioniste.
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“Più video si fanno, meglio è”: è questo il consiglio di Marcello Ascani, content creator che sfiora il milione di iscritti su YouTube. Nella seconda puntata della nuova stagione de Il Marketing Oggi, il video-podcast di ItaliaOggi, Marcello spiega come iniziare a fare video superando l’imbarazzo davanti alla telecamera e trasformare questa attività in una professione.
Stile personale, spontaneità e capacità di intrattenere sono solo alcune delle regole d’oro. E l’ispirazione da dove arriva? “Guardandosi intorno”, sostiene Marcello. “Seguendo anche format diversi, con contenuti differenti, ma cercando di capire: perché questo video mi intrattiene? Cosa posso cogliere io di utile per i miei video?”.
I modelli stranieri, del resto, non mancano. Gli errori da principianti sono inevitabili, ma sono proprio le lezioni apprese a renderlo un lavoro serio. Quella del content creator è una professione in crescita, soprattutto a supporto di aziende, comunicazione e pubblicità.
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Il 40% degli italiani usa abitualmente i social e si sente un creatore di contenuti (dati Google-Ipsos 2023). Ma non tutti riescono a vivere facendo video. C’è chi parla della sua vita dal salotto di casa, chi approfondisce temi specifici, dallo sport all’economia. Come iniziare concretamente a trasformare una passione in una professione lo spiega Marcello Ascani, tra i primi content creator in Italia, durante la prima puntata della seconda stagione de Il Marketing Oggi, il video-podcast di ItaliaOggi. Tutto vero? La risposta in numeri: oggi Marcello ha quasi un milione d’iscritti su YouTube. Senza contare quelli su Linkedin e Instagram. “Ti porto con me nella mia vita e ti faccio vedere quello che imparo” è la filosofia di Marcello, che svela anche come scegliere quello di cui parlare sui social, la strategia da seguire per avere successo e quando s’inizia a guadagnare. Insomma, Marcello racconta i lati creativi di una professione oggi molto in voga ma anche la preparazione e il metodo che ci sono dietro.
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Sono 6,5 milioni gli italiani che non pensano di andare in vacanza nei prossimi mesi. In particolare, 3,7 milioni di loro non faranno le valigie per motivi economici, a causa di un aumento generale dei costi della vita (nel 47% dei casi) o per un rincaro dei prezzi legato alla vacanza stessa (33%). In altre parole: il caro-vacanze. Il dato del 33% è in crescita rispetto al 21% monitorato nel 2023 e così, tra le tante opzioni, quella del campeggio assume un significato più ampio. Sicuramente si tratta della conferma di un trend, che dura dai lockdown fino a oggi, di spendere le ferie open air ma rappresenta in aggiunta, per molte famiglie, l’unica possibilità per portare i figli al mare o in montagna. A fare chiarezza sulle prospettive del mercato turistico tricolore e anche a sfatare qualche aspetto del rincaro dei prezzi c’è Alessandra Priante, presidente di Enit-Agenzia nazionale del turismo.
La nuova puntata de Il Marketing Oggi approfondisce anche l’offerta economica di hotel e b&b, senza dare per scontato che i primi costino per forza più dei secondi. Ma soprattutto c’è Priante che spiega come la strategia promozionale della Penisola possa puntare a destagionalizzare i flussi e a spalmarli meglio sull’intero territorio nazionale grazie al fenomeno delle sagre e delle feste di paese (la stima 2024 prevede un +64% di affluenze). Con beneficio di tutti i consumatori. Italiani e non.
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Ogni regione della Penisola ha le sue ricette; ogni provincia ha il suo modo di cucinare lo stesso piatto che si prepara anche nella provincia a fianco. Cosa cambia? Perché? A cambiare o, meglio, a poter essere diverse sono le risorse del territorio a disposizione per cucinare. L’Italia è uno dei paesi con la maggior biodiversità (batte anche il Nord Europa). Dalla Sicilia alle Alpi esistono 132 ecosistemi differenti. Convivono 60 mila specie di animali che sono tipici solo della Penisola. Ma la biodiversità è rischio nel mondo e l’Italia non fa eccezione. Se togliessimo dagli scaffali dei supermercati ogni prodotto che ha a che fare coi soli animali impollinatori, scomparirebbe almeno la metà di quei prodotti. Come fosse la scena di un film di guerra. Scaffali vuoti, senza tutta quella varietà di prodotti che siamo abituati a comprare. Come funziona l’impoverimento della biodiversità e soprattutto cosa si può fare per contrastarlo, lo spiega Telmo Pievani, professore ordinario del Dipartimento di Biologia presso l’Università di Padova. A rischio non c’è solo la libertà di quello che mettiamo a tavola ma anche il nostro portafoglio.
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Chi ricorda le pubblicità storiche di Benetton, il marchio famoso per i suoi maglioni colorati? Davanti all’obbiettivo finivano preti e suore, soldati e semplici ragazzi da tutto il mondo. Chi non le ricorda fa bene a cercarle negli archivi perché sono state talmente forti e provocatorie da mantenere vivo il ricordo del marchio nella mente dei consumatori italiani. Anche fino a oggi, dopo circa 30 anni, come ci dimostrano le ricerche di Brand Finance, raccontate dal suo managing director Italia Massimo Pizzo. Indagini capaci di analizzare la forza concorrenziale di un marchio, a livello globale, calcolando l’efficacia delle sue attività marketing, delle strategie d’immagine e comunicazione e, soprattutto, di come tutti questi fattori si traducono in termini economici di business. Che cosa succederà adesso al marchio della famiglia veneta, finito tristemente alla ribalta della cronaca nel 2018 per il crollo del Ponte Morandi? Gli indizi si trovano nella storia recente del made in Italy, alle prese con delicati passaggi generazionali e diversificazioni delle attività, strizzando l’occhio alla finanza.
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Quanti bambini nasceranno quest’anno in Italia? Quanto sono anziani gli italiani in media? E soprattutto una popolazione che invecchia progressivamente ma diventa, in parallelo, più longeva quali conseguenza ha sulla crescita economica e il benessere di tutti gli italiani? Ne parliamo con il rettore dell’Università Bocconi Francesco Billari, professore ordinario di demografia dell’ateneo milanese. Ci sono aspetti intuitivi dell’invecchiamento della popolazione (chi pagherà le pensioni future?) ma emergono anche intrecci nascosti pensando, per esempio, ai giovani che tardano a entrare nel mondo del lavoro e, così facendo, contribuiscono meno all’innovazione tecnologica del Sistema Paese e alla nascita di startup. C’è poi da considerare l’aspetto della formazione: vanno rafforzate e aggiornate le competenze degli studenti, ma il problema è che il 38% degli uomini e il 33% delle donne non hanno nemmeno un diploma di scuola superiore. Il rettore Billari dà la sua visione e propone anche delle soluzioni. Spaziando da una riforma contro-intuitiva della scuola fino a una gestione dei flussi migratori e dell’accoglienza basata sui numeri. La sorpresa? È che servono più persone, provenienti ancora dall’estero, per compensare il calo della popolazione italiana.
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Dalla polsologia indiana all’app che studia il Dna, quali sono i nuovi trend?
Praticare attività fisica è tra i buoni propositi di ogni nuovo anno, ma spesso non si avvera: un 33,7% degli italiani non fa infatti nessun sport e gli italiani, in generale, sono tra i più pigri d’Europa. A scuola poi non ci sono molte ore dedicate. Eppure, nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, Valentina Fioramonti della fiera Rimini Wellness 2024 spiega come cambia la sensibilità tricolore verso lo sport: “è attenzione alla cura del proprio fisico ma anche al proprio equilibrio mentale e, sempre di più, spunto di conoscenza del proprio corpo. Il trend è quello della specializzazione”. Intesa come fare attività sportiva per ragioni precise, per una maggiore coordinazione o per motivi cardiaci tra gli altri. Stop quindi a vergogna o timore di mostrarsi nelle palestre con fisici imperfetti e invece sì all’apertura di corsi e spazi per anziani, donne, bambini e diversamente abili. La parola d’ordine è inclusione.
Ma le famiglie possono affrontare anche l’onere economico di andare in palestra? La spesa pro capite tende ad aumentare (anche per colpa dell’inflazione) ma ormai il mercato offre varie formule abbordabili mentre, per chi non ha problemi di portafoglio, non mancano i servizi più sofisticati.
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Aziende e insegne della distribuzione moderna si rimboccano le maniche in vista dei prossimi mesi: i consumi sono attesi piatti a fine anno, secondo le stime di NielsenIQ. In parallelo, la società italiana si polarizza sempre di più tra famiglie a basso reddito con figli a un estremo e, al capo opposto, coppie più mature, benestanti, con i figli che sono già usciti di casa. Esigenze molto diverse tra loro, molto verticali. Però, il mercato del largo consumo vuole provare a rianimare le vendite nei supermercati e, così, deve impegnarsi organizzativamente a soddisfare tutte queste differenti richieste. Da qui nasce il nuovo concetto di Intelligenza Collettiva, che è l’insieme dei sentimenti, dei valori e delle esigenze di tutte le generazioni. Sì, di tutte le generazioni perché, oltre a Gen Z e Millennials, ci sono anche la Gen X e i Boomers da accontentare. Ma i consumatori sono davvero così diversi tra loro? Forse, non tanto. Infatti, emerge anche un altro nuovo termine del marketing: Dispersione Omologativa, per cui ognuno ha le sue pretese ma poi, nella pratica, finisce per assomigliare agli altri. Finiamo per prendere decisioni di acquisto spesso simili. E il perché si capisce meglio ascoltando la spiegazione di TikTok. Esiste, però, un punto d’incontro tra queste diversità e a ricordarcelo è Sabino Cassese, noto giurista, giudice emerito della Corte Costituzionale e soprattutto memoria storica e civile dell’Italia.
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