Il mio corpo è un campo di battaglia
(se non muori giovane, nessuno ti prende sul serio)
Hanno detto che il dolore
è più puro quando è giovane,
che le vene recise a vent’anni
brillano di un’agonia più autentica,
che la tragedia ha un sapore più dolce
sulle labbra di chi non ha ancora avuto il tempo
di diventare un ricordo.
Ma io sono ancora qui,
con il corpo sfregiato da guerre invisibili,
con le costole che portano il peso
di tutte le notti in cui non sono morta,
con la pelle marchiata a fuoco
da nomi che nessuno pronuncia più.
Ho sopportato la furia del tempo,
la lama dell’abbandono,
le cicatrici che nessuno vuole vedere
perché non brillano abbastanza.
Non ho una tomba su cui piangere,
solo un corpo che porta addosso
il peso delle battaglie vinte a metà.
Non muoio giovane,
non lascio versi incompiuti,
non sarò una poesia interrotta
che qualcuno declamerà con le lacrime agli occhi.
Io resto.
Io scrivo.
E questo è il mio atto di guerra.
(dal Libro "Cicatrici & tatuaggi)