Oggi in Cristo

Il mondo sottosopra!


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Ma i Giudei, mossi da invidia, presero con loro alcuni uomini malvagi tra la gente di piazza; e, raccolta quella plebaglia, misero in subbuglio la città; e, assalita la casa di Giasone, cercavano di trascinare Paolo e Sila davanti al popolo. Ma non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli davanti ai magistrati della città, gridando: «Costoro, che hanno messo sottosopra il mondo, sono venuti anche qui, e Giasone li ha ospitati; ed essi tutti agiscono contro i decreti di Cesare, dicendo che c'è un altro re, Gesù». E misero in agitazione la popolazione e i magistrati della città, che udivano queste cose. Questi, dopo aver ricevuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li lasciarono andare.
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(Atti 17:5-9 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Il vangelo è giunto fino a noi a partire da quei credenti del primo secolo, compresi Paolo e i suoi compagni, che venivano accusati di aver messo sottosopra il mondo e di agire contro i decreti di Cesare, dicendo che c'è un altro re.

Dal punto di vista politico era un'accusa gravissima quella che veniva mossa a Paolo e ai suoi compagni, un'accusa che le autorità non potevano prendere alla leggera. Il brano però ci dice che gli accusatori di Paolo e Sila erano mossi più che altro "dall'invidia e quindi, cercando un pretesto per accusarli, probabilmente esagerarono nelle loro affermazioni per mettere in cattiva luce i cristiani e tirare acqua al loro mulino. Infatti sappiamo che i cristiani non erano certamente terroristi che volevano creare problemi a Cesare per instaurare il regno di Gesù, come le accuse dei loro avversari lasciavano trasparire. Probabilmente le stesse autorità si resero conto del fatto che quei cristiani non erano poi tanto pericolosi e fu sufficiente che Giasone e gli altri credenti che erano stati arrestati pagassero una cauzione per essere rilasciati.

Tuttavia, in un certo senso, era vero che essi stavano portando un messaggio che metteva il mondo sottosopra ed era altrettanto vero che essi presentavano Gesù come Messia, quindi come legittimo Re d'Israele destinato a regnare anche su tutte le nazioni!Cesare era l'uomo più potente del mondo allora conosciuto, si era imposto come imperatore del mondo, aveva imposto il suo concetto di pace, la pax romana, in qualche modo aveva imposto se stesso come risolutore dei problemi del mondo. Ma i cristiani annunciavano il vangelo di Gesù Cristo che superava di gran lunga il vangelo di Cesare! La venuta del figlio di Dio nel mondo faceva impallidire ogni altro annuncio riguardante un altro re o imperatore che fosse! Quei cristiani disprezzati da tutti, credevano e annunciavano che c'era una pace che Cesare non poteva dare e l'essere umano aveva bisogni che Cesare non poteva soddisfare!

Si era vero: c'era un regno che sorpassava in grandezza tutti i regni di questo mondo, compreso quello di Cesare! C'era un altro re, Gesù!

Non stupisce quindi che il messaggio cristiano potesse attirare l'antipatia dei governi di questo mondo come accade anche oggi in molte nazioni.

Anche oggi noi cristiani vogliamo esaltare Gesù il re dei re, proclamare in questo mondo sempre più materialista che c'è qualcosa di più oltre a soldi, potere, successo; vogliamo proclamare che non sarà l'abilità e la diplomazia dei politici a risolvere i problemi di questo mondo, a portare pace in medio oriente o a risolvere il problema dell'alimentazione mondiale! Non saranno le dittature di destra e neanche quelle di sinistra, non sarà lo stato islamico e neppure l'imperialismo americano o l'utopia socialista o qualunque altra ideologia che l'uomo possa concepire.

E' vero! Il mondo, a causa del peccato,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana