Nella quattordicesima puntata siamo a Roma con Maria Grazia Calandrone: attraversiamo la sua opera tra poesia e prosa e ci fermiamo dove la letteratura incontra la vita senza addomesticarla. Parliamo di origine e adozione, di madri e figlie, di memoria e cronaca, e di come una storia personale possa diventare una forma di sguardo sul mondo: lucido, poetico, implacabile.Che cosa può la lingua quando deve avvicinarsi a un dolore reale, a una vicenda che appartiene alla vita prima che alla pagina? Come si tengono insieme lirismo e responsabilità del racconto, luce e ombra, ferita e cura? Intorno a queste domande si muove una conversazione sul mestiere: forma, ritmo, precisione, e sull’idea di letteratura come esercizio di attenzione e responsabilità.