Umberto Eco, nel presentare il suo racconto de "I promessi sposi" nel 2010, riflette sul motivo per cui molti considerano il libro noioso, a causa dell'obbligo scolastico di leggerlo. Tuttavia, Eco condivide che il libro gli fu regalato da suo padre e lo lesse con piacere, come faceva con i suoi romanzi d'avventura. Pur riconoscendo che alcune descrizioni sono impegnative e richiedono più letture per apprezzarle appieno, afferma che il libro è appassionante. Eco suggerisce ai lettori di provare a leggerlo autonomamente se hanno la fortuna di non doverlo studiare a scuola, sottolineando che ne vale la pena. Nell'intervista del 2008, Eco parla del suo rapporto con Manzoni e utilizza "I promessi sposi" come esempio per descrivere il funzionamento della letteratura.