Dopo 25 anni di attività abbassa la saracinesca la libreria Odradek in Via dei Banchi Vecchi a Roma. Non solo libri, ma casa editrice, crocevia di scambi culturali, presentazioni di volumi, sede di incontro e interazione. La concorrenza del digitale, il non ricambio generazionale (i lettori anziani se ne vanno e i giovani preferiscono altri sistemi di lettura), lo spopolamento del tessuto sociale in centro (non più residenti, ma tanti B&B), hanno condotto i titolari di Odradek, Davide Vender e Katia Sardo, a prendere questa decisione. Odradek (il nome viene da un'entità immaginaria citata ne "Il cruccio del padre di famiglia" di Franz Kafka) non dichiara il fallimento per sottrarsi ai suoi doveri finanziari, ma chiude con dignità pagando ogni debito contratto con i fornitori. A questa etica dei titolari corrisponde un'ondata di solidarietà da parte dei cittadini che, alla notizia della chiusura, sono accorsi per comprare libri. Non per risparmiare (non sapevano che i titolari avrebbero effettuato sconti), ma provare in extremis ad evitare la chiusura.
Il cruccio del padre di famiglia, nel racconto kafkiano, è il pensiero che un giorno non ci sarà più, mentre Odradek (un oggetto simile ad un rocchetto di filo, che sparisce e poi riappare) è un'entità che non ha uno scopo e che, quindi, non sarà mai soggetto ad usura. A differenza dell'entità immaginaria kafkiana, la storica libreria romana uno scopo ce l'ha sempre avuto, chiaro e forte: promuovere la cultura, ma, come l'Odradek di Kafka, ci auguriamo che, anche se ora sparisce, torni ad apparire di nuovo.
(Eliana Astorri)