«La penna non sa quello che dovrà scrivere, il pennello non sa quello che dovrà dipingere e lo scalpello non sa ciò che dovrà scolpire. Quando Dio prende in mano una creatura per far sorgere nella Chiesa qualche sua opera, la persona scelta non sa quello che dovrà fare. È uno strumento.
E gli strumenti di Dio in genere hanno una caratteristica: la piccolezza, la debolezza…
Mentre lo strumento si muove nelle mani di Dio, egli lo forma con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi.
Così lo rende sempre più atto al lavoro che deve svolgere.
Finché, acquisita una profonda conoscenza di sé e una certa intuizione di Dio, può dire con competenza:
io sono nulla, Dio è tutto.