Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non persiste nel peccare; ma colui che nacque da Dio lo protegge, e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno. Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna. Figlioli, guardatevi dagl'idoli.
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(1 Giovanni 5:18-21 - La Bibbia)
Indice della serie sulla prima lettera di Giovanni
La prima lettera di Giovanni finisce con una frase perentoria e improvvisa: "Figlioli, guardatevi dagli idoli".
Potrebbe sembrare una conclusione brusca ma non è inappropriata. Anzi, se ci pensiamo bene, tutta le lettera è un avvertimento a rimanere attaccati al vero Dio non lasciandosi attirare dai falsi idoli.
In questa lettera Giovanni ha infatti insistito più volte sulla necessità di credere nell'incarnazione, ovvero nel fatto che Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi come un uomo, infatti anche nel suo vangelo aveva scritto che la parola che era Dio (Gv 1:1) si è fatta carne (Gv 1:14). Ha speso molte parole per confutare le false dottrine di Cerinto e di tutti coloro che non credevano nella contemporanea umanità e divinità di Gesù durante tutta la sua vita terrena.
In sostanza, per Giovanni, rifiutare di credere all'incarnazione equivale a rifiutare il vero Dio e credere in un falso Dio, un idolo. Per questo motivo nella lettera egli ha usato parole dure verso chi negava l'incarnazione, in particolare in 1 Gv 2:22: "Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l'anticristo, che nega il Padre e il Figlio."
Non deve quindi stupirci che Giovanni concluda la lettera ribadendo ancora la divinità di Gesù. D'altra parte chi dice di avere un rapporto con il Padre deve riconoscere anche il Figlio e onorarlo nello stesso modo in cui onora il Padre (Gv 5:23).
Noi siamo in colui che è il Vero. E chi è il Vero Dio? Il nostro pensiero va subito al Padre. Ma gli avversari di Giovanni stavano negando il Figlio. Nessuno stava mettendo in dubbio la veridicità del Padre. Ecco perché Giovanni dichiara subito che la nostra relazione con il Vero Dio è garantita dalla nostra relazione con il suo Figlio Gesù Cristo. E poi conclude il suo dire affermando:"Egli è il vero Dio e la vita eterna".
Gesù Cristo è vero uomo e vero Dio. Qualunque pensiero che porti a negare la realtà dell'incarnazione porta quindi ad un falso Vangelo e ad un falso dio.
Nel suo vangelo, in Gv 1:18, Giovanni aveva dichiarato: "Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere.". Ora concludendo questa lettera egli fa un'affermazione analoga: "il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero".
Sappiamo che le persone conoscevano Dio e si relazionavano con Dio ben prima che venisse Gesù. Basta leggere le scritture dell'antico testamento per comprenderlo. Ma l'incarnazione ha permesso agli esseri umani di venire in contatto con Dio in un modo straordinario e unico. Non a caso Giovanni aveva iniziato la lettera riferendosi a Gesù con queste parole colme di significato: "Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita...". Egli era stato testimone oculare di questo straordinario evento ed era pronto a difendere la dottrina dell'incarnazione dagli attacchi eretici a cui veniva sottoposta.
Chi abbraccia completamente la persona di Gesù Cristo, accettando l'incarnazione e accettando quindi la sua completa umanità e divinità,