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Questa sera al teatro Cartiere Carrara, la cena con Roberto Vannacci, eurodeputato e vice segretario della Lega, con 750 partecipanti. Un appuntamento per consolidare la posizione del generale in vista delle prossime elezioni regionali che continua però a causare malumori nel partito di Salvini.
“Il mondo al contrario, a cena con il Generale”, è il titolo dell’appuntamento di venerdì sera al Teatro Cartiere Carrara. 750 persone per mostrare i muscoli ad una Lega che cerca di domare e ingabbiare un personaggio che non intende certo farsi inquadrare da un leader sul viale del tramonto. Matteo Salvini sarà naturalmente presente alla cena di Vannacci per non lasciarlo a briglia sciolta e per mettere comunque il cappello sull’evento. O almeno provarci. Perché la situazione è tesa, in vista delle prossime elezioni regionali d’autunno e non solo. C’è la tattica, che prevede il portare a casa – in vista delle prossime elezioni – il miglior risultato possibile. E poi, c’è la strategia. Troppo costoso e rischioso fondare un nuovo partito e allora perché non lavorare per scalare un partito che ha 34 anni di storia (e in Italia non sono in tanti a poter vantare questa longevità), che pure nel 2018 era diventato il primo partito.
Continue reading Indovina chi viene a cena (con Vannacci) at www.controradio.it.
By www.controradio.itQuesta sera al teatro Cartiere Carrara, la cena con Roberto Vannacci, eurodeputato e vice segretario della Lega, con 750 partecipanti. Un appuntamento per consolidare la posizione del generale in vista delle prossime elezioni regionali che continua però a causare malumori nel partito di Salvini.
“Il mondo al contrario, a cena con il Generale”, è il titolo dell’appuntamento di venerdì sera al Teatro Cartiere Carrara. 750 persone per mostrare i muscoli ad una Lega che cerca di domare e ingabbiare un personaggio che non intende certo farsi inquadrare da un leader sul viale del tramonto. Matteo Salvini sarà naturalmente presente alla cena di Vannacci per non lasciarlo a briglia sciolta e per mettere comunque il cappello sull’evento. O almeno provarci. Perché la situazione è tesa, in vista delle prossime elezioni regionali d’autunno e non solo. C’è la tattica, che prevede il portare a casa – in vista delle prossime elezioni – il miglior risultato possibile. E poi, c’è la strategia. Troppo costoso e rischioso fondare un nuovo partito e allora perché non lavorare per scalare un partito che ha 34 anni di storia (e in Italia non sono in tanti a poter vantare questa longevità), che pure nel 2018 era diventato il primo partito.
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