Una storia iniziata male non può che finire peggio, con toppe, come si dice in Toscana, peggiori del buco. Ora – dopo una accesa seduta della Commissiona affari istituzionali del Consiglio regionale – i candidati sono diventati tre e dovranno essere votati dall’assemblea che si esprimerà con voto segreto. Stefano Scaramelli, al centro delle polemiche in questi giorni è il candidato di Italia Viva, che – per evitare giochi parole – potremmo definire piazzato lì per giochi politici estranei al merito della vicenda. Vicenda diventata pubblica e quindi non più gestibile nelle segrete stanze della politica da politicanti. Dunque entra in scena anche l’ex magistrato Luciano Trovato, proposto da quella parte del Campo largo contrario alla sostanziale “nomina” di Scaramelli, e infine Paolina Pistacchi, ricercatrice all’Istituto degli Innocenti, proposta da Fratelli d’Italia. Nessuno dei tre è stato o sarà audito dalla Commissione. Il voto, la prossima settimana, sarà segreto. Nessuna resa dei conti dunque, anche perché adesso c’è un problema di numeri per tutti, a partire dallo stesso Scaramelli.