A giugno l’ISTAT ha registrato un calo dei consumi sia in termini di valore che di volume. La ristorazione ha accusato una flessione dell’1,7% mentre l’abbigliamento ha fatto segnare un meno 2,4%. Gli acquisti si spostano sempre di più verso gli hard discount, i cui incassi sono saliti del 4%. Secondo i ricercatori , l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie ha compresso i consumi. La preoccupazione però è rivolta soprattutto alla qualità del cibo acquistato: secondo Nielsen, il carrello della spesa vede sempre meno pesce, meno carne, meno frutta e verdura. Così peggiorano, di fatto le condizioni dell’alimentazione, con ripercussioni che pagheremo tutti in termini di spesa sanitaria e per l’assistenza.