Questo è uno di quegli episodi in cui perdi il controllo dopo pochi minuti.
Angelo Amaro entra e smonta tutto: la presentazione, il ritmo, le domande. E da lì diventa un continuo equilibrio tra caos e lucidità, tra battute fuori controllo e momenti in cui, senza accorgertene, dice cose che ti restano.
Si parla di fallimento, di lavori fatti senza sapere dove si stava andando, di quel momento in cui capisci che qualcosa è la tua strada. Ma si parla anche di palco, di silenzi che pesano più delle risate, e di cosa significa davvero fare questo mestiere.
In mezzo, c’è Angelo, senza costruzioni.
A volte scomodo, a volte spiazzante, ma sempre vero.
E forse è proprio questo il punto.