Oggi in Cristo

Interesse sincero


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Nel mese di Chisleu del ventesimo anno,
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Parole di Neemia, figlio di Acalia.

Nel mese di Chisleu del ventesimo anno,

mentre mi trovavo nel castello di Susa,

Anani, un mio fratello,

e alcuni altri uomini arrivarono da Giuda.

Io li interrogai riguardo ai Giudei scampati,

superstiti della deportazione,

e riguardo a Gerusalemme.

E quelli mi risposero:

«I superstiti della deportazione sono là,

nella provincia, in gran miseria e nell’umiliazione;

le mura di Gerusalemme restano in rovina

e le sue porte sono consumate dal fuoco».

Quando udii queste parole,

mi misi seduto, piansi,

e per molti giorni fui in grande tristezza.

Digiunai e pregai davanti al Dio del cielo.



(Neemia 1:1-4 – LA BIBBIA)
Serie completa pensieri sul libro di Neemia
“Come va?” Molte volte facciamo questa domanda senza essere  davvero interessati ad ascoltare la risposta.
Siamo talmente abituati a chiederlo che continuiamo a farlo per abitudine, aspettandoci la solita risposta: “tutto ok, e tu?”
Ma cosa accade quando chi ci sta davanti ha veramente qualcosa che non va? Cosa accade quando potrebbe avere bisogno del nostro aiuto? Se avevamo fatto la domanda senza nessuna intenzione di ascoltare la risposta, potrebbe essere imbarazzante… Il nostro egoismo potrebbe affiorare spingendoci a svincolarci il più presto possibile da quella conversazione scomoda, mettendo anche in evidenza la nostra ipocrisia.
Questi primi versi del libro di Neemia ci insegnano molto a questo proposito.
Neemia era coppiere del re Artaserse e viveva nel castello di Susa. Era quindi una persona che si era distinta per la sua integrità, conquistandosi la fiducia del re. Aveva infatti una posizione invidiabile tra coloro che vivevano in esilio.
A partire dall’editto di Ciro nel 538 a.c., molti Ebrei erano tornati a Gerusalemme e ora, diverse decine di anni dopo, Neemia era desideroso di sapere come andassero le cose.
Quando arrivarono alcuni uomini da Giuda, tra cui suo fratello Anani, egli li interrogò sulla situazione del suo popolo e di Gerusalemme. Ma non lo fece solo per curiosità o tanto per fare conversazione; egli era sinceramente interessato.
Egli ascoltò bene la risposta. e quando venne a sapere che i suoi fratelli vivevano nella miseria, le mura di Gerusalemme restavano in rovina e le sue porte erano consumate dal fuoco, non rimase indifferente. Si rese conto che era anche un suo problema.
Neemia  non era egoista. Egli amava il Signore e il suo popolo ed era sinceramente interessato a sapere come andassero le cose ai suoi fratelli rientrati in patria. Se le cose andavano male per loro, allora andavano male anche per lui… Per questo pianse, e per molti giorni fu in grande tristezza, digiunando e pregando.
Come leggeremo nel resto del libro,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana