Situazione drammatica nella Cisgiordania occupata, con continue incursioni dell’esercito israeliano nei campi profughi di Nur Sham e in altre aree come Jenin, Qalqilya, e Tulkarem. Operazioni che causano la distruzione di case e lo sfollamento di almeno 45.000 persone. La solidarietà palestinese cerca di fornire aiuto agli sfollati, ma la situazione resta precaria.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Wafa, che cita fonti locali, dall’alba le forze israeliane hanno arrestato almeno 10 palestinesi nella Cisgiordania occupata.
Oltre alle violenze fisiche, si registra anche un attacco alla cultura palestinese. Lo scorso sabato infatti gli occupanti israeliani hanno fatto irruzione nelle due sedi della Educational Bookshop di Gerusalemme Est, la più famosa libreria palestinese, sequestrando libri e arrestando i proprietari Ahmed e Mahmoud Muna. Tra i volumi sequestrati, pure un libro da colorare per bambini dal titolo ‘Dal fiume al mare’. Sono stati accusati dagli israeliani di aver venduto libri contenenti incitamento e sostegno al terrorismo. Rilasciati dopo due notti di trattenimento da parte della polizia di Israele, ai due librai palestinesi sono stati imposti cinque giorni di arresti domiciliari.
Andando nella Striscia di Gaza. Israele continua a violare l’accordo di tregua. Secondo quanto riportato dal Al Jazeera le forze israeliane bombardano la striscia di Gaza meridionale. L’attacco sarebbe avvenuto questa mattina nei pressi della barriera di sicurezza di Gaza, nella cittadina di al-Fukhari, nei pressi della città meridionale di Khan Younis.
Per quanto riguarda l’accordo di tregua, Israele avrebbe inviato un messaggio a Hamas tramite i mediatori di Egitto e Qatar, affermando che manterrà fede all’accordo se verranno rilasciati i tre israeliani previsti. Il tutto dopo che il portavoce senior di Hamas, Sami Abu Zuhri, aveva ribadito di “essere impegnato” a rispettare il calendario, pur chiedendo a Tel Aviv ancora una volta di togliere tutti i paletti delle ultime settimane rispetto agli accordi già sottoscritti: su questo fronte, ieri sera per la prima volta un numero significativo di camion umanitari ha potuto raggiungere il devastato nord della Striscia, dove migliaia e migliaia di palestinesi sono letteralmente accampati in mezzo alle macerie provocata da 15mesi di genocidio.
Il fragile accordo è messo sotto pressione anche dalle dichiarazioni di Trump che minaccia di riprendere il fuoco se gli ostaggi non verranno liberati entro sabato. La situazione è aggravata dalle affermazioni del ministro della Difesa israeliano Israel Katz che ha nuovamente minacciato di riprendere la guerra a Gaza, mettendo a repentaglio il rilascio di tre prigionieri israeliani previsto per sabato.
Resta in carcere, senza accusa, il direttore dell’ospedale Kamal Adwan, Hossam Abu Safiya. E’ detenuto senza accuse per mancanza di prove. Dopo 47 giorni di detenzione ha potuto incontrare per la prima volta un legare a cui ha denunciato “le varie forme di tortura e abuso” di cui è stata vittima da parte delle forze di occupazione
Gli aggiornamenti su Radio Onda d’Urto con Luisa Morgantina, presidente di Assopace Palestina, al momento a Ramallah. Ascolta o scarica