Il Rifugio Fraternità Massi a Oulx, in alta Val Susa, versa in gravi condizioni economiche che mettono a rischio il proseguimento dell’attività. Dopo alcune accoglienze di fortuna e occupazioni, dal 2022 la struttura rappresenta un punto di riferimento per le persone migranti che transitano da lì per raggiungere la Francia nel tentativo di aggirare il patto di Dublino che li obbligherebbe a presentare domanda di asilo nel primo paese europeo incontrato lungo il tragitto migratorio. Le difficoltà della struttura, gestita da Fondazione Talità Kum, sono dovute all’interruzione dei finanziamenti da parte del Ministero dell’Interno che ha motivato la scelta affermando come la situazione in Alta Val Susa non rappresenti più un’emergenza e si sia invece strutturata. Per sensibilizzare la cittadinanza sul tema è stata organizzata per sabato 8 febbraio a Clavière, una breve camminata immersiva dove suoni, canti e poesie aiuteranno ad avvicinarsi a ciò che affrontano ogni giorno le persone in cammino verso il confine. Ai nostri microfoni Don Luigi Chiampo, parroco di Bussoleno e fondatore del rifugio, spiega il contesto e l’ipotesi di nuove soluzioni