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Vi ho detto queste cose in similitudini; l’ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre».
I suoi discepoli gli dissero: «Ecco, adesso tu parli apertamente, e non usi similitudini. Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che nessuno ti interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio». Gesù rispose loro: «Adesso credete? L’ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo».
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(Giovanni 16:25-33 – La Bibbia)
Durante il suo ministero terreno Gesù Cristo ha parlato molto attraverso similitudini, parabole, figure retoriche di vario tipo. Quel modo di parlare costringeva le persone a riflettere e solo coloro che davvero ascoltavano e meditavano con attenzione riuscivano a cogliere il senso. A volte non era facile neanche per i discepoli che gli erano più vicini comprendere le similitudini che Gesù usava e più volte i discepoli avevano dovuto chiedere al loro maestro una spiegazione privata (es. Luca 8:9).
Ma sarebbe venuto un tempo in cui i discepoli sarebbero stati pronti per comprendere pienamente la realtà spirituale e Dio gliela avrebbe rivelata apertamente. Questo sarebbe avvenuto dopo il suo ritorno al Padre, dopo la ricezione dello Spirito Santo che li avrebbe messi in grado di comprendere appieno l’opera di Gesù Cristo e, in particolare, la necessità della sua morte e risurrezione. A quel punto essi avrebbero avuto un rapporto con Dio ancora più profondo attraverso l’intercessione dello Spirito Santo e avrebbero potuto rivolgersi direttamente al Padre facendosi forti della loro relazione con il Figlio. Il Padre ama coloro che amano il Figlio e credono in lui.
Anche se probabilmente non tutto era ancora chiaro, i discepoli di Gesù cominciavano a rendersi conto di chi avevano davvero davanti. Dal modo in cui Gesù aveva spiegato loro la sua missione, anticipando la sua morte, la sua risurrezione e il suo ritorno al Padre, essi cominciavano a capire in quale senso Gesù era proceduto da Dio. Nella loro risposta essi riconoscono che Gesù era ben più di un semplice uomo, infatti essi si stavano rendendo conto che Gesù era onnisciente, sapeva ogni cosa, una caratteristica che solo Dio avrebbe potuto avere.
Tuttavia Gesù li mise in guardia. Anche se essi pensavano di aver compreso, non erano ancora abbastanza forti per sopportare senza esitazioni ciò che stava per accadere.