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Un preprint accademico intitolato "L'Esperimento Costituzionale Islandese" analizza il tentativo dell'Islanda, dopo la crisi finanziaria del 2008, di rivedere la propria Costituzione attraverso il crowd-sourcing popolare e un'assemblea parzialmente randomizzata tra il 2011 e il 2013. L'autore, Marco Saba, sostiene che basarsi su costituzioni obsolete e non ratificate dalla popolazione contemporanea mina la legittimità democratica, citando i documenti fondativi islandesi e italiani come esempi di "patti eterni" creati dalle generazioni precedenti. L'analisi descrive in dettaglio il meccanismo partecipativo, incluso l'uso di piattaforme digitali per raccogliere oltre 3.600 proposte pubbliche, e le innovazioni sostanziali nella bozza risultante, come le disposizioni sui diritti ambientali e sulla democrazia diretta. Nonostante l'approvazione della bozza in un referendum consultivo del 2012, l'articolo conclude che la stagnazione parlamentare e la resistenza politica ne hanno impedito la ratifica formale, trasformando il processo in un esempio di costituzionalismo ibrido in cui i principi hanno influenzato la successiva legislazione ordinaria. In definitiva, l'opera sostiene un rinnovamento costituzionale dinamico per preservare la natura attiva e continua della sovranità popolare di fronte ai rapidi cambiamenti sociali.
By Mana Bond LimitedUn preprint accademico intitolato "L'Esperimento Costituzionale Islandese" analizza il tentativo dell'Islanda, dopo la crisi finanziaria del 2008, di rivedere la propria Costituzione attraverso il crowd-sourcing popolare e un'assemblea parzialmente randomizzata tra il 2011 e il 2013. L'autore, Marco Saba, sostiene che basarsi su costituzioni obsolete e non ratificate dalla popolazione contemporanea mina la legittimità democratica, citando i documenti fondativi islandesi e italiani come esempi di "patti eterni" creati dalle generazioni precedenti. L'analisi descrive in dettaglio il meccanismo partecipativo, incluso l'uso di piattaforme digitali per raccogliere oltre 3.600 proposte pubbliche, e le innovazioni sostanziali nella bozza risultante, come le disposizioni sui diritti ambientali e sulla democrazia diretta. Nonostante l'approvazione della bozza in un referendum consultivo del 2012, l'articolo conclude che la stagnazione parlamentare e la resistenza politica ne hanno impedito la ratifica formale, trasformando il processo in un esempio di costituzionalismo ibrido in cui i principi hanno influenzato la successiva legislazione ordinaria. In definitiva, l'opera sostiene un rinnovamento costituzionale dinamico per preservare la natura attiva e continua della sovranità popolare di fronte ai rapidi cambiamenti sociali.