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In questa puntata di Tamside parlo dell’istinto come prima lingua del corpo, come scintilla che precede il pensiero e ci riporta a casa.
È un viaggio dentro quella voce sottile che non chiede permesso, che attraversa le paure senza semaforo e colora il grigio quando tutto sembra spento. L’istinto non è impulsività cieca: è memoria antica, è coraggio che nasce prima delle parole.
Tra giochi di suono, verbi inventati e piccole verità sussurrate, questa poesia diventa un invito: fidarsi di ciò che vibra dentro. Perché a volte non è il buio a far paura — è dimenticare di ascoltarsi.
E forse sentire prima… è già un modo di vivere più intensamente.
By TamsideIn questa puntata di Tamside parlo dell’istinto come prima lingua del corpo, come scintilla che precede il pensiero e ci riporta a casa.
È un viaggio dentro quella voce sottile che non chiede permesso, che attraversa le paure senza semaforo e colora il grigio quando tutto sembra spento. L’istinto non è impulsività cieca: è memoria antica, è coraggio che nasce prima delle parole.
Tra giochi di suono, verbi inventati e piccole verità sussurrate, questa poesia diventa un invito: fidarsi di ciò che vibra dentro. Perché a volte non è il buio a far paura — è dimenticare di ascoltarsi.
E forse sentire prima… è già un modo di vivere più intensamente.