La poesia Mancanza nasce da una parola semplice ma piena di significati nascosti. Se la si osserva con attenzione, sembra quasi aprirsi in due parti: “men”, che richiama l’uomo, e “canza”, che diventa un gioco tra il cantare e lo scansarsi.
Da qui nasce l’idea della poesia: la mancanza non è soltanto un vuoto, ma un movimento. È il gesto di chi sceglie di fare un passo indietro per lasciare spazio all’altro. È una presenza che non occupa tutto, ma che sa trasformarsi in ascolto.
Nel testo, la mancanza diventa un luogo interiore dove convivono due energie: quella maschile e quella femminile. Due parti che esistono dentro ogni persona e che cercano continuamente equilibrio. Una costruisce, l’altra accoglie. Una avanza, l’altra si scansa.
La mancanza, allora, non è solo ciò che non c’è. È anche ciò che resta aperto, ciò che permette alle relazioni, alle emozioni e ai pensieri di respirare.
In questa poesia la mancanza diventa quasi una piccola filosofia del cuore: un modo di stare nel mondo senza occupare tutto lo spazio, ma lasciando nascere, nel silenzio, una nuova canzone.