Oggi in Cristo

Istruzione o distruzione?


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Quanto a Paolo, dopo essersi trattenuto ancora molti giorni, prese commiato dai fratelli e, dopo essersi fatto radere il capo a Cencrea, perché aveva fatto un voto, s'imbarcò per la Siria con Priscilla e Aquila.
Quando giunsero a Efeso, Paolo li lasciò là; poi, entrato nella sinagoga, si mise a discorrere con i Giudei. Essi lo pregarono di rimanere da loro più a lungo, ma egli non acconsentì; e dopo aver preso commiato e aver detto che, Dio volendo, sarebbe tornato da loro un'altra volta, salpò da Efeso;
giunto a Cesarea, salì a Gerusalemme; e, salutata la chiesa, scese ad Antiochia.
Dopo essersi fermato qui qualche tempo, partì, percorrendo la regione della Galazia e della Frigia successivamente, fortificando tutti i discepoli.
Ora un ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, arrivò a Efeso. Egli era stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, annunciava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più esattezza la via di Dio. Poi, siccome voleva andare in Acaia, i fratelli lo incoraggiarono, e scrissero ai discepoli di accoglierlo. Giunto là, egli fu di grande aiuto a quelli che avevano creduto mediante la grazia di Dio, perché con gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando con le Scritture che Gesù è il Cristo.
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(Atti 18:18-28 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Per Paolo era venuto il tempo di lasciare Corinto dopo un anno e mezzo di permanenza in quella città. L'amicizia con Aquila e Priscilla, che erano stati compagni di lavoro come fabbricanti di tende oltre che fratello e sorella in fede, era cresciuta al punto che essi lasciarono Corinto con lui per accompagnarlo nella sua missione. Il loro apporto risultò davvero prezioso in particolare ad Efeso.

Paolo, lasciando Corinto, si era fatto radere i capelli perché aveva fatto un voto. Basta leggere le scritture dell'antico testamento per comprendere che la legge prevedeva che un Ebreo potesse fare voti volontari, cioè prendere impegni con Dio per consacrarsi in maniera particolare per un periodo specifico e per uno scopo specifico (si legga a questo proposito Numeri 6:1-21 e Numeri 30:3). Gli studiosi sono in disaccordo sul tipo di voto che Paolo poteva aver fatto. Molti pensano che potesse essere voto di nazireato secondo Numeri 6 soprattutto per il taglio di capelli che poteva coincidere sia con l'inizio che con la fine del voto di nazireato. Per la nostra breve analisi ci basta sapere che Paolo aveva preso un impegno con Dio (forse legato al periodo in cui era stato a Corinto sotto la protezione del Signore) e possiamo essere certi che Paolo aveva adempiuto con timore il suo voto anche perché le scritture, che Paolo conosceva bene, insegnano che è meglio non prendersi impegni con Dio piuttosto che non mantenerli (De 23:21-23, Ecclesiaste 5:5)!

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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana