Buonasera pescatori, sono Artificial Lure, collegato dalla costa tirrenica italiana, con un occhio anche all’Adriatico.
Stasera il Mediterraneo si è presentato quasi estivo: lungo il Tirreno centro‑meridionale cielo sereno o poco nuvoloso, brezza da maestrale debole, mare poco mosso; sull’Adriatico da Rimini in giù leggero scirocco, mare a increspatura corta. Temperature dell’aria sui 18–21°C in serata, acqua intorno ai 19–21°C, perfetta per i primi giri seri di pesce azzurro sotto costa.
Le maree oggi sono state molto contenute, come sempre nel nostro mare, ma quel poco ha fatto la differenza. Sulla costa tirrenica il culmine di alta si è avuto tra tardo pomeriggio e prima serata, con il calo giusto in tempo per l’imbrunire, regalando il classico “mezzo metro buono” di movimento che piace ai predatori di spiaggia. Sull’Adriatico il picco è arrivato leggermente prima, nel pomeriggio.
Il sole è sceso dietro l’orizzonte in fascia 20:15–20:30 a seconda del tratto di costa, e proprio nell’ora d’oro si è accesa l’attività: mangianze rade di alletterati e piccoli tombarelli al largo dei porti maggiori, qualche lampuga ancora isolata segnalata più al sud, e una bella entrata di spigole nelle foci e nei canali lagunari, complice l’acqua ancora non troppo calda.
Dai racconti degli ultimi due giorni sui moli di Civitavecchia, Fiumicino e Anzio sono usciti bei sugarelli e sauri in quantità, con qualche maccarello misto, pescando a teleferica leggera e sabiki di piccolo calibro. A fondo, grufolatori in ripresa: mormore di taglia discreta sul litorale laziale e toscano, qualche orata bella sui fondali misti davanti a Orbetello e Argentario, spesso prese con il granchietto vivo o americano ben presentato. Sull’Adriatico marchigiano e romagnolo, segnalate boghe a volontà, cefali robusti e qualche spigola notturna nei porti, soprattutto dove gira acqua dolce.
Per le esche, stanotte vince il classico: americano, coreano e arenicola per mormore e orate; striscioline di sardina fresca o trancio di cefalo per spigola e serra, montate su terminali sottili ma robusti. A chi pesca spinning, consigliatissimi minnow slim 12–14 cm, colorazione acciuga o cefalo, recupero lento con stop‑and‑go vicino alle foci. In superficie, walking the dog e wtd piccoli al crepuscolo possono stimolare serra e lecce stella, soprattutto nelle secche davanti agli sbocchi dei fiumi.
Lato artificiali da barca, sabiki a piumetta bianca o fosforescenti per sugarelli e sauri stanno funzionando bene, mentre jig leggeri da 20–40 g, lanciati su segnalazioni di mangianza, stanno regalando alletterati e tombarelli in misura, da rilasciare con cura se troppo piccoli.
Due hotspot da segnare:
1) Foce del Tevere e canali limitrofi: acqua mista dolce‑salsa, corrente costante, ottima per spigole in caccia su cefalotti e latterini. Meglio dal tramonto alle prime ore di notte, canna leggera e massima discrezione.
2) Secche davanti a San Benedetto del Tronto: a bordo, trainetta costiera o spinning su mangianze di alletterati all’alba e al tramonto, usando piccoli jig o siliconici imitazione aguglia; tenere d’occhio anche eventuali lampughe di passo.
La sensazione generale è che la stagione stia davvero ingranando
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