Narrazione audio a cura di eArs
K. Fanciullo di Angera - Rocca di Angera (Anna Bernardoni AB)
Narratore: Camminando per le vie del borgo forse avrete scorto, appese ai muri, diverse tele a colori spray ispirate all’arte antica. Tra di esse, il ritratto di Ludovico Il Moro vicino a casa Forni. Sono dell’artista Andrea Ravo Mattoni, che così ha voluto dare risalto alla storia di Angera. Il Fanciullo di Angera, che vedete qui a tutta parete, si ispira al Giovane con la Canestra di Frutta di Caravaggio. Ravo l’ha scelto come tributo all’anima agricola di Angera, soprattutto alla sua tradizione vitivinicola.
Anna Bernardoni, vuoi dirci di più su questo aspetto?
AB: La coltivazione dell’uva è stata una tra le più diffuse nei dintorni: fino ai primi del ‘900, qui tutti avevano una vigna. Dovreste provare ad immaginare Angera circondata di vigneti, che si estendevano a nord in tutta la zona collinare fino a San Quirico. Ci sono molte testimonianze che ce lo ricordano. Oltre a questo murale, potrei citarvi la piccola cappella della Madonna dell’Uva, a pochi passi dalla rocca… e la rocca stessa!
La Rocca di Angera è stato in effetti uno snodo fondamentale per la viticoltura perché, non avendo più una funzione preminentemente militare, intorno al 1700 era diventata una sorta di azienda agricola. Possedeva i propri vigneti ed era un centro per la lavorazione del vino. Al suo interno ancora oggi è visibile una tinaia con un torchio monumentale settecentesco, che probabilmente veniva utilizzato per pressare l’uva da tutti gli agricoltori del circondario - naturalmente dietro pagamento ai facoltosi signori della rocca: i Borromeo!
Questa nobile famiglia, a cui Milano deve due dei suoi più famosi cardinali, Carlo e Federico Borromeo, è tuttora proprietaria della Rocca, che oggi è aperta al pubblico ed è una delle principali attrazioni di Angera: oltre alle sale storiche con gli splendidi affreschi della Sala di Giustizia, sono visitabili i meravigliosi giardini, l’Ala Scaligera che ospita spesso esposizioni di arte contemporanea e il Museo della Bambola, il più grande in Europa.